Per l’impianto appello a Marrubiu
di Simonetta Selloni
Le frazioni chiedono al sindaco una pronuncia contro lo smaltimento di carcasse
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MARRUBIU. Arborea, con la delibera formale di qualche giorno fa, ha formalizzato la volontà dell’amministrazione di opporsi alla realizzazione di un impianto di smaltimento di carcasse animali a Masangionis. Questa scelta viene accolta con favore dal Comitato cittadino a tutela della qualità della vita che si è costituito nelle frazioni di Sant’Anna, Is Bangius e Masongiu. Qualche giorno il Comitato aveva chiesto alle amministrazioni di Marrubiu e Arborea atti formali contro qualsiasi ipotesi di ampliamento dell’impianto di trattamento dei rifiuti e discarica di Masangionis. «Il Comitato ringrazia l’amministrazione comunale di Arborea per la sensibilità dimostrata e per l’attenzione allo sviluppo sostenibile delle attività agricole e zootecniche che prosperano nel territorio, generando peraltro un indotto che non si ferma a quel settore dell’economia locale».
Un atto analogo a quello compiuto dal Comune di Arborea, il Comitato lo chiede al sindaco di Marrubiu Andrea Santucciu, in segno di contrarietà all’ampliamento o all’installazione di impianti di termovalorizzazione, a ridosso dei propri confini. Il fatto è che Masangionis, pur trovandosi in territorio di Arborea, è vicinissimo in linea d’aria alle frazioni di Marrubiu, Sant’Anna in particolare. Complessivamente, 340 persone investite dagli odori nefasti dell’impianto di trattamento di rifiuti.
Il Comitato ricorda che a monte dell’autorizzazione per l’impianto di Masangionis, l’amministrazione in carica all’epoca concesse il nulla osta ottenenendo un riconoscimento di circa 100mila euro per abbattere la tassa per lo smaltimento dei rifiuti di tutti i contribuenti di Marrubiu: poche decine di euro a famiglia, dice il Comitato, per il quale «è particolarmente doloroso constatare come all’epoca del nulla osta non si sia ben ponderato quale disagio avrebbe potuto patire la popolazione che abita a poco più di mille metri dall’area degli impianti, disagio peraltro non troppo tempo fa estesosi anche all’abitato di Marrubiu. È il momento di mettere i cittadini al riparo da ulteriori disagi e di tutelarne la salute».
Il Comitato ricorda che oltre che la necessità di tutelare il benessere psicofisico delle persone, tra le realtà produttive di un’area che potrebbe diventare industriale, ci sono per esempio anche quelle che si occupano di turismo: ristoranti, equitazione, ricettività. «Queste e altre subirebbero danni diretti e indiretti da ampliamenti o da nuovi impianti, in termini di fatturato, immagine e ritorno occupazionale».
Un atto analogo a quello compiuto dal Comune di Arborea, il Comitato lo chiede al sindaco di Marrubiu Andrea Santucciu, in segno di contrarietà all’ampliamento o all’installazione di impianti di termovalorizzazione, a ridosso dei propri confini. Il fatto è che Masangionis, pur trovandosi in territorio di Arborea, è vicinissimo in linea d’aria alle frazioni di Marrubiu, Sant’Anna in particolare. Complessivamente, 340 persone investite dagli odori nefasti dell’impianto di trattamento di rifiuti.
Il Comitato ricorda che a monte dell’autorizzazione per l’impianto di Masangionis, l’amministrazione in carica all’epoca concesse il nulla osta ottenenendo un riconoscimento di circa 100mila euro per abbattere la tassa per lo smaltimento dei rifiuti di tutti i contribuenti di Marrubiu: poche decine di euro a famiglia, dice il Comitato, per il quale «è particolarmente doloroso constatare come all’epoca del nulla osta non si sia ben ponderato quale disagio avrebbe potuto patire la popolazione che abita a poco più di mille metri dall’area degli impianti, disagio peraltro non troppo tempo fa estesosi anche all’abitato di Marrubiu. È il momento di mettere i cittadini al riparo da ulteriori disagi e di tutelarne la salute».
Il Comitato ricorda che oltre che la necessità di tutelare il benessere psicofisico delle persone, tra le realtà produttive di un’area che potrebbe diventare industriale, ci sono per esempio anche quelle che si occupano di turismo: ristoranti, equitazione, ricettività. «Queste e altre subirebbero danni diretti e indiretti da ampliamenti o da nuovi impianti, in termini di fatturato, immagine e ritorno occupazionale».
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