Gli abiti sotto sequestro alle famiglie bisognose
di Roberto Petretto
Firmato un protocollo d’intesa tra Diocesi, Procura della Repubblica e Caritas I capi con marchi contraffatti saranno donati dalle forze dell’ordine
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ORISTANO. In altre zone dell’isola ci sono state delle esperienze analoghe: capi d’abbigliamento e scarpe con “griffe” false, sequestrati e poi donati ai bisognosi. Ora a Oristano questa condotta diventerà prassi grazie a un accordo tra la Diocesi arborense, la Caritas diocesana e, soprattutto, la Procura della Repubblica.
È stato siglato un protocollo d’intesa in base al quale le merci con marchio contraffatto, sequestrate dalle forze dell’ordine, saranno consegnate alla Caritas affinché le distribuisca alle persone indigenti.
I contenuti dell’accordo saranno illustrati mercoledì prossimo, 15 novembre, alle 10.30, nella Sala Giovanni Paolo II dell’arcivescovado di Oristano, durante una conferenza stampa alla quale parteciperanno l’arcivescovo Ignazio Sanna, il procuratore della Repubblica, Ezio Domenico Basso, e la direttrice della Caritas arborense, Giovanna Lai
Il business della merce con marchi contraffatti è florido e diffuso in tutta Italia. Oristano non è tra le zone più colpite, ma qualcosa succede anche qua. Nel 2016 ci sono stati quasi 15.000 sequestri per 26 milioni di articoli contraffatti. Questi gli ultimi dati disponibili sulla base delle relazioni della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane, diffusi dal Censis.
Il mondo della contraffazione genera un volume d’affari annuo stimato in quasi sette milioni di euro.
Un mercato che sottrae all'economia legale 100.000 occupati e 1,7 miliardi di gettito fiscale. Il maggior numero di sequestri è stato effettuato a Roma e a Milano.
Al primo posto, tra i prodotti contraffatti, ci sono proprio abbigliamento e accessori.
Proprio su questo settore l’intesa tra Diocesi, Procura e Caritas punta per produrre effetti positivi dalla repressione di un fenomeno di illegalità.
Non si conoscono i numeri della lotta alla contraffazione dell’abbigliamento in provincia di Oristano, ma il risultato delle attività di sequestro delle forze dell’ordine potrà alleviare le difficoltà di tante famiglie.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È stato siglato un protocollo d’intesa in base al quale le merci con marchio contraffatto, sequestrate dalle forze dell’ordine, saranno consegnate alla Caritas affinché le distribuisca alle persone indigenti.
I contenuti dell’accordo saranno illustrati mercoledì prossimo, 15 novembre, alle 10.30, nella Sala Giovanni Paolo II dell’arcivescovado di Oristano, durante una conferenza stampa alla quale parteciperanno l’arcivescovo Ignazio Sanna, il procuratore della Repubblica, Ezio Domenico Basso, e la direttrice della Caritas arborense, Giovanna Lai
Il business della merce con marchi contraffatti è florido e diffuso in tutta Italia. Oristano non è tra le zone più colpite, ma qualcosa succede anche qua. Nel 2016 ci sono stati quasi 15.000 sequestri per 26 milioni di articoli contraffatti. Questi gli ultimi dati disponibili sulla base delle relazioni della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane, diffusi dal Censis.
Il mondo della contraffazione genera un volume d’affari annuo stimato in quasi sette milioni di euro.
Un mercato che sottrae all'economia legale 100.000 occupati e 1,7 miliardi di gettito fiscale. Il maggior numero di sequestri è stato effettuato a Roma e a Milano.
Al primo posto, tra i prodotti contraffatti, ci sono proprio abbigliamento e accessori.
Proprio su questo settore l’intesa tra Diocesi, Procura e Caritas punta per produrre effetti positivi dalla repressione di un fenomeno di illegalità.
Non si conoscono i numeri della lotta alla contraffazione dell’abbigliamento in provincia di Oristano, ma il risultato delle attività di sequestro delle forze dell’ordine potrà alleviare le difficoltà di tante famiglie.
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