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Oristano

Immigrati, accoglienza condivisa Abbasanta ne ospiterà dieci

di Maria Antonietta Cossu
Immigrati, accoglienza condivisa Abbasanta ne ospiterà dieci

L’accordo con l’Anci permetterà di accogliere in paese un numero certo e definito di stranieri Il Comune individuerà gli alloggi, l’Europa pagherà gli affitti, i servizi in parte a carico dell’ente locale

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ABBASANTA. Il Comune ha ripreso la corsa per l’attivazione del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati.

Per questo motivo a giorni sarà pubblicato il bando per la selezione del partner privato che comparteciperà alla progettazione di una microrete di accoglienza.

Gli immigrati che potrebbero trovare ospitalità in paese sono dieci, tutti con uno status riconosciuto. Il sistema di accoglienza di secondo livello è per definizione un modello che deve favorire l’inserimento dei cittadini stranieri nella società locale e allo stesso tempo trasformare questo percorso in un’opportunità per il territorio.

È il messaggio che l’amministrazione comunale ha cercato di far passare durante l’incontro pubblico che si è tenuto mercoledì alla presenza della vice direttrice dell’Anci Sardegna Daniela Sitzia. La responsabile del welfare e dell’immigrazione ha chiarito che gli ultimi accordi di programma tra l’Anci e il ministero dell’Interno puntano a ridimensionare i Cas.

L’attivazione degli Sprar, infatti, fa scattare automaticamente un meccanismo di salvaguardia evitando l’apertura dei centri di accoglienza straordinari nelle realtà che optano per un modello sostenibile. Il Comune ha già scelto il profilo dei migranti orientandosi su cittadini adulti, singoli o famiglie.

I loro futuri alloggi saranno individuati tra le abitazioni di proprietà privata. Con i fondi europei lo Stato pagherà i contratti d’affitto e la ristrutturazione degli immobili laddove necessaria.

Il co-finanziamento richiesto agli enti locali, invece, sarà erogato esclusivamente sotto forma di servizi.

Questi rappresentano, tra l’altro, uno degli elementi chiave nel sistema di accoglienza che promette opportunità di crescita anche ai territori.

«I cittadini stranieri devono essere orientati ai servizi affinché conquistino l’autonomia», ha spiegato Daniela Sitzia citando l’ esempio dell’istruzione. «Devono imparare la lingua e questo comporterà la riapertura di sezioni scolastiche nel territorio di cui usufruiranno anche gli adulti del posto. Meglio sapremo progettare la rete di accoglienza più favoriremo l’emancipazione di queste persone. Il ruolo della comunità sarà importante per mettere in campo azioni che favoriscano l’integrazione degli immigrati e li mettano al riparo da situazioni di devianza».

Il consigliere Gian Valerio Sanna si è detto certo della risposta delle comunità locali e ha richiamato lo Stato alle sue responsabilità. «Sapranno dare prestazioni oltremisura, ma lo Stato deve restituire all’immaginario collettivo una percezione diversa da quella che ha dato con i Cas».

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