La Nuova Sardegna

Oristano

Le dimissioni di Medde, Ticca: nessuna ritorsione

di Michela Cuccu
Le dimissioni di Medde, Ticca: nessuna ritorsione

Il numero uno regionale risponde alle accuse del segretario Uilpost di Oristano «Falso il collegamento con la vicenda dei fondi dell’alluvione, io sono parte lesa»

3 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. «Se il problema fosse stato il mio permanere alla guida del sindacato regionale a seguito della vicenda dei fondi raccolti dopo l'alluvione trasferiti, a nostra insaputa, in Svizzera, Angelo Medde lo avrebbe dovuto dire con chiarezza e comportarsi di conseguenza, proponendo una candidatura alternativa, magari, la sua. Questo non è avvenuto e non risulta in alcun atto che lui sia stato costretto a dimettersi perché diventato mio oppositore. Non c'è stata nei suoi confronti alcuna azione di ritorsione. Anche la questione dei permessi retribuiti è ben diversa da come lui la racconta».

Francesca Ticca, segretario regionale della Uil respinge con fermezza le accuse mosse dal segretario confederale della Uil oristanese, che annunciando le sue dimissioni anche da segretario regionale della Uilpost, aveva accusato i vertici regionali e nazionali di avergli revocato i premessi retribuiti per costringerlo a lasciare gli incarichi: «Ormai ero diventato uno scomodo oppositore».

Dice Francesca Ticca : «Nella vicenda dei fondi raccolti con la sottoscrizione dopo il ciclone Cleopatra sono parte lesa. In quanto segretaria regionale presentai l'esposto che ha fatto scattare l'inchiesta della magistratura. La mia estraneità da storia è confermata anche dal fatto che fino ad oggi non ho mai ricevuto alcun avviso di garanzia».

La segretaria regionale, ha convocato per lunedì l'esecutivo regionale che dovrà discutere del caso Oristano e individuare quali azioni attuare per evitare che nel frattempo la Camera del lavoro rimanga senza una guida. «A mio parere dovremo adottare misure non traumatiche ed evitare il commissariamento, dato che siamo molto vicini al prossimo congresso».

Ticca ammette di esser stata colta di sorpresa dalle esternazioni di Medde. «Quando ho letto i quotidiani ero quasi incredula. Non solo perché le accuse sono prive di ogni fondamento, ma soprattutto perché questa non è la reazione di un sindacalista di esperienza ventennale come Medde, che probabilmente, ha preferito scappare piuttosto che affrontare i veri problemi della Uil oristanese».

I problemi di un sindacato con appena 5mila iscritti in un territorio che come tutte le zone interne, è in via di spopolamento. Da qui la messa in discussione sul mantenimento della sede territoriale, forse troppo onerosa e che verrebbe accorpata a Nuoro.

Ipotesi, quella dell’accorpamento a Nuoro, che Medde ha sempre contrastato, ritenendo la scelta «penalizzante nei confronti del territorio e degli iscritti al sindacato». L'accorpamento, ancora oggetto di dibattito, è uno dei tasselli di un piano di nuova organizzazione della Uil «che sta ragionando sull'ottimizzazione delle risorse, la contrazione delle spese, senza però intaccare o depotenziare i servizi. Anche a livello regionale stiamo confrontandoci sull'ipotesi di costituire una unica cabina di regia. Ma il confronto è ancora in corso: non c'è nulla di deciso a priori», dice Francesca Ticca.

Anche la Uilpost nazionale ha sconfessato Medde. In una nota, precisa che il segretario regionale nel corso del 2017 «fino a ottobre ha usufruito di 261 giorni di permesso sindacale retribuito. Quanto alla presunzione di esser stato fatto fuori perché scomodo all’organizzazione, questa segreteria non ha rilevato atti che comprovino una diversità di opinione rispetto a questa categoria sindacale».

La replica di Angelo Medde è immediata. Mostra la comunicazione della segreteria organizzativa nazionale che gli revoca, a partire da settembre, le ore di permesso retribuito, motivata con «la contrazione delle agibilità sindacali disponibili nel corrente anno».

«Questa è una scusa per nascondere un'atto ritorsivo nei miei confronti, colpevole di non essermi allineato ai diktat della segreteria nazionale».

Il malessere nella Uilpost non è solo in Sardegna. Prima di Medde anche Antonello Dore, segretario regionale del Lazio, si era dimesso. «Volevano commissariare la segreteria, come hanno fatto in Calabria e Basilicata: gli ho restituito la tessera e ora sono iscritto all'Ugl».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative