La Nuova Sardegna

Oristano

Truffe agli anziani, regole e consigli per evitare l’inganno

di Michela Cuccu

Lezione di prefetto, questore e comandante della Finanza Aliquò: «Non fidatevi degli sconosciuti al telefono»

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ORISTANO. Non più “solo” falsi esattori che con la scusa di controllare le ricevute delle bollette, entrano in casa e si porta via tutti i risparmi. C’è chi ti ferma per strada, spacciandosi per un vecchio amico e fra una chiacchiera e l’altra, ipnotizza la sua vittima che senza rendersene conto, gli da dei soldi. E persino quelli che arrivano nei paesi con un camion pieno di asfalto offrendosi di sistemare il vialetto del cortile a un prezzo stracciato, salvo scoprire che una volta posato, quell’asfalto non valeva nulla e che si sgretola nell’arco di un paio d’ore. Poi c’è la telefonata, con una voce anonima che finge di essere una vecchia conoscente, che chiede di contribuire ad una raccolta di denaro «per aiutare l’amica comune in difficoltà che si trova all’estero». È però l’avvento di internet con la diffusione sempre maggiore di smartphone e tablet, ad essersi trasformata in una autentica miniera d’oro per i truffatori, che attraverso vendite fasulle o abbonamenti a riviste inesistenti, attirano nella loro trappola un numero sempre maggiore di anziani. Vittime predilette dai truffatori che sanno bene che poi, i raggirati, per la vergogna, non andranno mai a denunciare. È questo il quadro tracciato l’altra sera al centro diurno di via Cagliari nel corso di un convegno con la partecipazione del prefetto, Giuseppe Guetta, del questore, Giovanni Aliquò, del colonnello Andrea Taurisani, comandante provinciale della Guardia di Finanza; ma anche l’assessore comunale ai Servizi sociale, Gianna De Lorenzo e il presidente dell’Ordine provinciale dei medici, Antonio Sulis. Un incontro affollatissimo, proprio dagli anziani che hanno ascoltato con attenzione le parole dei rappresentanti delle istituzioni che non hanno esitato a parlare di un vero e proprio allarme sociale, invitando ad aver maggiore cautela e, come si diceva una tempo, a diffidare degli sconosciuti. Il questore Antonio Aliquò ha dato una serie di suggerimenti su come evitare di finire preda dei truffatori. «Non fidatevi di chi al telefono vi dice di essere una rappresentante delle forze dell’ordine – ha suggerito alla platea – quando dobbiamo comunicare una qualsiasi cosa ad un cittadino, non la facciamo mai al telefono». Aliquò si è anche raccomandato di non sottoscrivere abbonamenti a riviste di polizia, proposte da sedicenti promoter. «Se volete la nostra rivista, quella originale, venite in Questura», ha detto. Oggi sembra essere il web a tendere maggiori tranelli. «Prima di collegarvi a qualsiasi sito, magari per fare un acquisto o informarvi su un prodotto, fate attenzione che non si tratti di un sito pirata. Verificate bene il marchio e il nome dell’azienda, se non siete sicuri – ha concluso il questore – evitate di collegarvi».

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