La Nuova Sardegna

Oristano

Risparmi e meno plastica le case dell’acqua vincono

di Enrico Carta
Risparmi e meno plastica le case dell’acqua vincono

In un anno saranno erogati 800mila litri dalle quattro postazioni installate Evitata la produzione di 533mila bottiglie e di 21 tonnellate di rifiuti

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ORISTANO. Scorre che è un piacere, sempre fresca, sempre buona, sempre economica, sempre rispettosa dell’ambiente. È l’acqua delle case pubbliche che il Comune ha installato a dicembre dello scorso anno e a febbraio di questo. Oristano ne conta quattro, ma i numeri più importanti che regalano le case dell’acqua di Torangius, Silì, Sa Rodia e Sacro Cuore sono quelli sulla netta riduzione dei rifiuti e il notevole risparmio che ha avuto chi ha utilizzato gli impianti.

L’operazione è partita durante la scorsa consiliatura, tanto che l’assessore di allora Efisio Sanna non rinuncia a chiedere maggiore attenzione all’iniziativa rivolgendosi alla nuova amministrazion nei giorni della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti: «L’esperienza delle casette dell’acqua ha una precisa attinenza coi temi della riduzione dei rifiuti e dell’ecosostenibilità. Si deve evidenziare meglio la positiva esperienza sviluppando un confronto per ricavare esperienze, impressioni, suggerimenti utili al miglioramento dell’importante servizio e al soddisfacimento di eventuali bisogni espressi dai cittadini». Frasi che piacciono al suo successore Gianfranco Licheri che sottolinea come sabato ci sia stata una distribuzione di tesserine e di acqua ai partecipanti della manifestazione ecologica organizzata dall’amministrazione.

Sono i numeri a dire che la scommessa della giunta Tendas risulta vincente. La prima cifra da evidenziare è quella degli 800mila litri erogati di acqua potabile filtrata che, nei primi dodici mesi di funzionamento delle casette sono finiti o finiranno nelle abitazioni degli oristanesi. L’utilizzo massiccio del servizio gestito da una ditta privata ha inevitabili e più che positive conseguenze sulla tutela ambientale. Ben 533mila bottiglie di plastica da un litro e mezzo, quelle che comunemente si acquistano al supermercato, non sono state fabbricate.

La conseguenza più diretta è che Oristano ha prodotto 21 tonnellate in meno di rifiuti applicando la strategia del “Riduco” sostenuta dall’Unione Europea che prevede la gestione del problema dello smaltimento nel modo più semplice possibile: non producendone. Altri indicatori sono invece più difficilmente calcolabili e riguardano, per restare nel ristretto ambito cittadino, il minore costo che il Comune si trova ad affrontare nella spesa per lo smaltimento che va a ricadere sull’intera cittadinanza che potrebbe così ottenere un costo dell’appalto inferiore.

Se si guarda oltre i confini comunali appare chiaro che c’è anche un notevole, per quanto non quantificabile, risparmio di petrolio: quello utilizzato per fabbricare le bottiglie e quello utilizzato per trasportarle dal luogo d’imbottigliamento sino alle sedi di distribuzione e di vendita. Utilizzando acqua già immessa nella rete pubblica, la produzione di rifiuti diminuisce sino ad arrivare alle 533mila bottiglie di cui si parlava. La catena si completa quindi con la mancata immissione nell’atmosfera di 100mila chili di CO2 considerando tutte le fasi di produzione.

Per i meno sensibili alle questioni ambientali, un motivo in più per guardare con occhio benevolo all’iniziativa potrebbe invece arrivare da uno sguardo al portafogli. L’acqua naturale degli erogatori pubblici costa infatti 4 centesimi al litro, mentre quella gasata ne costa 5. Il prezzo è ovviamente inferiore rispetto a quello di qualsiasi prodotto dei supermercati. Tenendo ferma la previsione più che attendibile degli 800mila litri erogati in questo primo anno di funzionamento, significa che su un prezzo medio di 24 centesimi per bottiglia le famiglie che hanno utilizzato il servizio avranno risparmiato 100mila euro, cifra che cresce ulteriormente sino ad arrivare a 133mila euro se invece si calcola come prezzo medio quello di 30 centesimi di costo delle bottiglie in vendita negli scaffali dei market.

Ancora numeri: la media di acqua erogata è di 2.000 litri al giorno. L’impianto maggiormente utilizzato è quello di Torangius, seguito da quello del Sacro Cuore, quindi da quello di Sa Rodia e da quello di Silì.

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