Bosa, una promessa di aiuto per il disabile
La Assl si impegna a trovare una soluzione per il paziente rimasto senza la carrozzina
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BOSA. Dalla Assl di Oristano l’invito a rivolgersi all’ufficio protesi di Bosa, che «offrirà la massima disponibilità e collaborazione per trovare una soluzione al problema».
Si aprono spiragli di soluzione per la vicenda di Bruno Pintus, il disabile di Bosa che tempo fa, nelle more dell’attesa di una nuova carrozzina, aveva messo mano al portafogli e comprato con un mutuo a sue spese un nuovo ausilio, che potesse ridargli un minimo di indipendenza.
«Al paziente è stata consegnata una carrozzina nel 2008, sostituita da una nuova nel 2010», spiegano dalla Assl di Oristano. La carrozzina però tre anni fa, questo il racconto dell’uomo, ha iniziato ad avere problemi.
In particolare il mezzo, con cui Bruno Pintus poteva contare su una autonomia di movimento di diverse ore, ogni tanto si fermava, con tutte le difficoltà che questo comporta per una persona che non può deambulare se non grazie ad un affidabile ausilio.
«Il 3 novembre 2016 il medico specialista ha richiesto una revisione della carrozzina e tempestivamente, il successivo 4 novembre, la richiesta è stata inoltrata dagli uffici protesi della Assl di Oristano alla ditta che si occupava all’epoca delle revisioni di presidi sanitari. Da tale data gli uffici Assl non hanno ricevuto alcuna ulteriore richiesta o segnalazione da parte dell’utente relativa ad un mancato intervento sulla carrozzina», precisano sulla vicenda dalla Assl di Oristano. Da qui l’invito a Bruno Pintus a rivolgersi agli uffici dei servizi territoriali per risolvere finalmente la situazione.
La nuova carrozzina infatti dovrebbe avere un’autonomia molto maggiore rispetto a quella acquistata in base alla disponibilità economica dell’uomo, che non gli permette che spostamenti al massimo di un paio d’ore.
Troppo poco per affrontare ad esempio un viaggio verso i presidi sanitari dell’oristanese.
Il disabile deve infatti costantemente affrontare delle visite mediche dal fisiatra, che da tempo a quanto pare i servizi territoriali presenti a Bosa non garantiscono.
«Ho rinunciato, perché si tratta di spostamenti che tra viaggio, attesa e visita, superano le due ore. Senza contare che per me affrontare queste trasferte diventa sempre più faticoso e pericoloso», spiegava Bruno Pintus rispetto alla possibilità di doversi recare a Oristano o Ghilarza.
Alessandro Farina
Si aprono spiragli di soluzione per la vicenda di Bruno Pintus, il disabile di Bosa che tempo fa, nelle more dell’attesa di una nuova carrozzina, aveva messo mano al portafogli e comprato con un mutuo a sue spese un nuovo ausilio, che potesse ridargli un minimo di indipendenza.
«Al paziente è stata consegnata una carrozzina nel 2008, sostituita da una nuova nel 2010», spiegano dalla Assl di Oristano. La carrozzina però tre anni fa, questo il racconto dell’uomo, ha iniziato ad avere problemi.
In particolare il mezzo, con cui Bruno Pintus poteva contare su una autonomia di movimento di diverse ore, ogni tanto si fermava, con tutte le difficoltà che questo comporta per una persona che non può deambulare se non grazie ad un affidabile ausilio.
«Il 3 novembre 2016 il medico specialista ha richiesto una revisione della carrozzina e tempestivamente, il successivo 4 novembre, la richiesta è stata inoltrata dagli uffici protesi della Assl di Oristano alla ditta che si occupava all’epoca delle revisioni di presidi sanitari. Da tale data gli uffici Assl non hanno ricevuto alcuna ulteriore richiesta o segnalazione da parte dell’utente relativa ad un mancato intervento sulla carrozzina», precisano sulla vicenda dalla Assl di Oristano. Da qui l’invito a Bruno Pintus a rivolgersi agli uffici dei servizi territoriali per risolvere finalmente la situazione.
La nuova carrozzina infatti dovrebbe avere un’autonomia molto maggiore rispetto a quella acquistata in base alla disponibilità economica dell’uomo, che non gli permette che spostamenti al massimo di un paio d’ore.
Troppo poco per affrontare ad esempio un viaggio verso i presidi sanitari dell’oristanese.
Il disabile deve infatti costantemente affrontare delle visite mediche dal fisiatra, che da tempo a quanto pare i servizi territoriali presenti a Bosa non garantiscono.
«Ho rinunciato, perché si tratta di spostamenti che tra viaggio, attesa e visita, superano le due ore. Senza contare che per me affrontare queste trasferte diventa sempre più faticoso e pericoloso», spiegava Bruno Pintus rispetto alla possibilità di doversi recare a Oristano o Ghilarza.
Alessandro Farina
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