LA POLEMICA
Per il termodinamico il no dei Riformatori
ORISTANO. Contrarietà assoluta all’impianto solare ibrido termodinamico proposto dalla Solar Power Srl a San Quirico: la esprime il capogruppo dei Riformatori sardi in Consiglio regionale, Attilio...
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ORISTANO. Contrarietà assoluta all’impianto solare ibrido termodinamico proposto dalla Solar Power Srl a San Quirico: la esprime il capogruppo dei Riformatori sardi in Consiglio regionale, Attilio Dedoni. Nei giorni scorsi sull’impianto, che ha ottenuto il via libera della Giunta regionale, aveva espresso una netta contrarietà il Gruppo di intervento giuridico, che ha già annunciato l’intenzione di ricorrere al Tar. Forte contrarietà è stata espressa anche dal sindaco di Oristano Andrea Lutzu, e dal Movimento 5Stelle.
«No assoluto alla realizzazione della centrale solare-termodinamica a San Quirico. I rappresentanti politici e istituzionali che hanno a cuore il futuro dell’Oristanese devono mobilitarsi per impedire la realizzazione di un progetto che è espressione di quei poteri forti che da tempo, con il benestare delle varie amministrazioni di centrosinistra, hanno trasformato il nostro territorio in terreno di conquista, puntando solo al proprio guadagno e senza realizzare niente che vada a beneficio della comunità», è la posizione di Dedoni.
L’esponente dei Riformatori non ritiene che l’impianto della Solar Power serva al territorio e soprattutto possa incidere nello sviluppo economico. «L’Oristanese merita ben altre prospettive di sviluppo rispetto a quelle offerte da una megacentrale dall’enorme impatto ambientale e paesaggistico, basata su tecnologie superate e tali da non garantire neanche la massima resa produttiva», ha sottolineato. «Un’opera inutile per la collettività, estranea alle previsioni del Piano energetico regionale, che non servirebbe a soddisfare il fabbisogno energetico del territorio e che non contribuirebbe a ridurre il costo dell’energia in Sardegna, ma che produrrebbe solo guadagni per i soliti “prenditori” sbarcati dalla Penisola».
Ci sono poi le implicazioni paesaggistiche. «L’area di San Quirico, ai piedi del Monte Arci, ha un elevato valore paesaggistico oltre che agricolo e pertanto non può essere sottratta allo sviluppo dell’economia locale da affaristi senza scrupoli e dai loro sodali politici cui non importa nulla del destino dell’Oristanese. Senza contare che gli specchi fotovoltaici interferiranno con l’attività dello scalo di Fenosu: un’ulteriore minaccia che giunge proprio nell’imminenza del riavvio dell’aeroporto e che rischia di mandare a monte un’altra occasione di sviluppo per il territorio», dice ancora.
Il progetto ha ottenuto le autorizzazioni in materia ambientale, anche se la delibera di Giunta subordina il parere favorevole al rispetto di una serie di prescrizioni la cui osservazione è demandata a un folto gruppo di enti, Comune e Provincia tra tutti. Un ulteriore passaggio sarebbe inoltre legato al rilascio dell’Autorizzazione unica da parte dell’assessorato regionale all’Industria.
«No assoluto alla realizzazione della centrale solare-termodinamica a San Quirico. I rappresentanti politici e istituzionali che hanno a cuore il futuro dell’Oristanese devono mobilitarsi per impedire la realizzazione di un progetto che è espressione di quei poteri forti che da tempo, con il benestare delle varie amministrazioni di centrosinistra, hanno trasformato il nostro territorio in terreno di conquista, puntando solo al proprio guadagno e senza realizzare niente che vada a beneficio della comunità», è la posizione di Dedoni.
L’esponente dei Riformatori non ritiene che l’impianto della Solar Power serva al territorio e soprattutto possa incidere nello sviluppo economico. «L’Oristanese merita ben altre prospettive di sviluppo rispetto a quelle offerte da una megacentrale dall’enorme impatto ambientale e paesaggistico, basata su tecnologie superate e tali da non garantire neanche la massima resa produttiva», ha sottolineato. «Un’opera inutile per la collettività, estranea alle previsioni del Piano energetico regionale, che non servirebbe a soddisfare il fabbisogno energetico del territorio e che non contribuirebbe a ridurre il costo dell’energia in Sardegna, ma che produrrebbe solo guadagni per i soliti “prenditori” sbarcati dalla Penisola».
Ci sono poi le implicazioni paesaggistiche. «L’area di San Quirico, ai piedi del Monte Arci, ha un elevato valore paesaggistico oltre che agricolo e pertanto non può essere sottratta allo sviluppo dell’economia locale da affaristi senza scrupoli e dai loro sodali politici cui non importa nulla del destino dell’Oristanese. Senza contare che gli specchi fotovoltaici interferiranno con l’attività dello scalo di Fenosu: un’ulteriore minaccia che giunge proprio nell’imminenza del riavvio dell’aeroporto e che rischia di mandare a monte un’altra occasione di sviluppo per il territorio», dice ancora.
Il progetto ha ottenuto le autorizzazioni in materia ambientale, anche se la delibera di Giunta subordina il parere favorevole al rispetto di una serie di prescrizioni la cui osservazione è demandata a un folto gruppo di enti, Comune e Provincia tra tutti. Un ulteriore passaggio sarebbe inoltre legato al rilascio dell’Autorizzazione unica da parte dell’assessorato regionale all’Industria.
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