La caccia a 4 milioni affidata alle Entrate

Riscossioni, il Consiglio abbandona la gestione diretta del recupero coattivo dei crediti e si rivolge nuovamente allo Stato

ORISTANO. Il piatto piange e all’orizzonte rispunta il fantasma di Equitalia. Oggi è stato ribattezzata Agenzia delle riscossioni ed è collegata all’Agenzia delle Entrate, ma, nonostante abbia mutato il nome nella carta d’identità, si porta sempre dietro quell’aura da spauracchio. Prova ne sia che l’approvazione della delibera in consiglio che affida ad essa la riscossione coattiva dei crediti che il Comune vanta verso i contribuenti scatena la bagarre, secondo il più classico degli spartiti politici.

Crediti per 4 milioni. Il Comune vanta crediti dai singoli cittadini o da altri enti per oltre quattro milioni di euro. Una cifra enorme che va recuperata. La nuova giunta ci ha prima provato dando gambe a un bando dello scorso maggio con il quale si voleva mettere sotto contratto un addetto alla riscossione. È successo però che negli ultimi giorni, alla vigilia dell’ingresso in aula della delibera, lo specialista nel recupero dei crediti coattivi abbia improvvisamente gettato la spugna. L’assessore ai Tributi Massimiliano Sanna, assieme ai responsabili degli uffici, si è guardato allora attorno ed è in quel momento che è spuntato fuori il nome dell’Agenzia delle Entrate e della suo braccio operativo in queste situazioni.

Dove nasce il credito. Nel momento in cui è stata aperta la discussione sulla delibera c’è stato il più classico gioco delle parti con i consiglieri di maggioranza pronti a difendere a spada tratta il lavoro dell’assessore, mentre le opposizioni ci sono andate giù duro. Ma di cosa si occuperà l’Agenzia delle riscossioni? Di recuperare quei quattro milioni e passa di euro che sono frutto di entrate (mai entrate) tributarie e patrimoniali che qualche sbadato o consapevole cittadino non ha pagato. C’è ad esempio un milione di euro di multe figlie delle violazioni al codice della strada. A questi debitori vanno aggiunti quelli che non hanno versato l’Imu, la Tari, la Tasi, la tassa sui passi carrabili, quella sul suolo pubblico. Essendo rimasto in ambasce, il Comune, che pure aveva ricevuto degli indirizzi ben precisi a maggio quando la giunta uscente stava lasciando il campo per via delle imminenti elezioni, ha scelto così la vecchia e rottamata Equitalia col nuovo nome.

Come funzionerà. L’affidamento della riscossione coattiva all’Agenzia delle Entrate mette in azione un meccanismo molto semplice quanto temuto. Il Comune, nel momento in cui si arriverà a dover procedere a tale atto perché tutti gli altri tentativi di recupero attraverso la mediazione e le dilazioni non sono andati a buon fine, inoltrerà la comunicazione. A quel punto scatta la riscossione coattiva che non ha alcun costo aggiuntivo per l’amministrazione perché a pagare per intero sarà il contribuente ritardatario. L’aggio, ovvero la commissione che il richiedente incassa per il proprio intervento, verrà infatti pagato dal cittadino insolvente il quale dovrà ovviamente anche versare la cifra e gli interessi sull’importo del tributo. Nel caso in cui anche la riscossione coattiva non vada a buon fine, si passa alle misure ben più drastiche previste dalla legge ovvero ingiunzioni e pignoramenti in un crescendo che mette il debitore incallito con le spalle al muro. A seconda del debito l’aggio praticato dall’Agenzia delle riscossioni supera il 20% della cifra totale. Per la giunta era l’unico modo possibile per procedere, per chi critica la soluzione migliore sarebbe stata l’affidamento del servizio al personale del Comune che però ha sempre mostrato scarso gradimento verso questo compito.

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