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Oristano

Un investimento da 5 milioni per il porticciolo di Torregrande

di Simonetta Selloni
Un investimento da 5 milioni per il porticciolo di Torregrande

Il Comune sblocca il progetto di fattibilità per i lavori di riqualificazione e potenziamento  Il sindaco Lutzu: «Un passo per il rilancio turistico e di adeguamento agli standard di scali più famosi»

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ORISTANO. Dopo l’impulso al turismo crocieristico dato dall’Autorità di sistema portuale della Sardegna, che all’International cruise Summit di Madrid ha sponsorizzato il porto di Oristano, c’è un altro tassello che si aggiunge alla valorizzazione complessiva della costa oristanese. Per il porticciolo tuirstico di Torregrande sono in arrivo 5 milioni di investimenti. La Giunta Lutzu ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per i lavori di riqualificazione e potenziamento.

«È un’opera importante che consentirà al porticciolo turistico di assumere una veste più attuale e soprattutto più consona alle richieste del turismo nautico –, ha spiegato il sindco Andra Lutzu –. Lo scalo di Oristano comincerà un percorso di avvicinamento alla qualità degli altri porticcioli turistici di altre località che hanno fatto del diporto nautico una delle voci più redditizie del turismo estivo».

Oggi i due bacini del porticciolo (gestito dalla Marine oristanesi, società di cui fanno parte il Comune di Oristano, il Circolo nautico Oristano Asd e la Sfirs, finanziaria regionale) ospitano circa 400 imbarcazioni da diporto turistico e oltre 100 per la pesca. Si tratta per la gran parte di piccole unità (in controtendenza rispetto al mercato nautico che negli ultimi anni ha privilegiato la costruzione di unità di maggiore lunghezza). A frenare lo sviluppo del porto sono soprattutto i fondali bassi: originariamente di tre metri, oggi non superiori ai due metri nelle zone di accesso.

Questo però non significa che il porto non abbia buone potenzialità di sviluppo. Secondo l’assessore comunale al Turismo Francesco Pinna, «Il porticciolo Sa Mardini ha numerosi punti di forza: la posizione baricentrica nella costa occidentale sarda, l’efficace protezione dai venti, la presenza di numerosi servizi, tariffe concorrenziali, un buon servizio di cantieristica, grandi superfici dedicate all’ospitalità a secco».

Il progetto revede la realizzazione di impianti di raccolta delle acque piovane, l’impianto antincendio, la sostituzione pontili, la realizzazione di piazzole e di aree per il porto a secco, soluzione largamente utilizzata in tutto il mondo per le imbarcazioni di modesta grandezza. Sono strutture di stivaggio di imbarcazioni che vengono movimentate al momento del bisogno con potenti muletti in grado di spostare una barca in pochi minuti.

«Buona parte delle somme a disposizione serviranno per realizzare un intervento pilota di scavo (dopo i campionamenti eseguiti nel 2016 dal Centro Marino Internazionale), che serva anche per orientare le scelte future per il dragaggio definitivo – spiega l’assessore Pinna -. Con le risorse a disposizione verranno eseguite le opere di riqualificazione del porto esistente ed un intervento di escavo per complessivi 13mila metri cubi. Una risposta a a buona parte delle criticità che oggi bloccano le potenzialità del porticciolo»».

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