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Oristano

Abbasanta, premio a quattro divulgatori

ABBASANTA. Un attestato di merito per l’impegno e la dedizione di quei cittadini che hanno contribuito alla crescita culturale e sociale del paese: l’amministrazione lo ha consegnato a quattro...

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ABBASANTA. Un attestato di merito per l’impegno e la dedizione di quei cittadini che hanno contribuito alla crescita culturale e sociale del paese: l’amministrazione lo ha consegnato a quattro residenti in segno di riconoscenza per il lavoro svolto nell’ambito della divulgazione e della valorizzazione dei beni culturali di Abbasanta. Il titolo di cittadino esemplare è stato conferito a Raffaele Arca, Angelo Quartu, Enzo Mattana e Domenico Cabiddu, soci storici dell’associazione archeologica etnografica.

«A loro – ha ricordato il sindaco Stefano Sanna nella seduta consiliare di venerdì – si deve la stesura della carta dei beni archeologici del territorio, la carta dei toponimi, capitoli importanti della monografia su Abbasanta, il docufilm sui 150 anni dell’Unità d’Italia e diverse biografie e volumi che riguardano la storia e le personalità del paese».

Gli amministratori hanno rimarcato anche il ruolo propulsore che i premiati hanno avuto nella realizzazione del Museo etnografico abbasantese «Hanno recuperato i beni e lavorato all’allestimento del museo, che speriamo possa crescere e avere l’accreditamento della Regione per entrare a far parte del circuito museale della Sardegna», ha auspicato il primo cittadino.

Il cofondatore e presidente dell’associazione archeologica, Raffaele Arca, ha suggerito di estendere il riconoscimento a tutti i soci e ha presentato due istanze al Comune: l’ampliamento del Meta e il recupero del nuraghe Aiga. «È un monumento importante del territorio, se lasciato all’abbandono rischia di crollare», ha detto Arca. Il riconoscimento alla memoria è stato consegnato ai familiari di Nina Dessì, fondatrice e presidente dell’Unitrè scomparsa nel 2016, «sempre impegnata nel socale e nella promozione dell’attività culturale, ha dato un contributo rilevante in numerose occasioni», ha ricordato Sanna.

Maria Antonietta Cossu

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