ghilarza
Fiera Arti & Sapori bilancio in chiaroscuro
GHILARZA. L’edizione 2017 di Arti & Sapori è stata un po’ lo specchio del momento di transizione che sta vivendo l’isola, dove malgrado la regressione della crisi la ripresa rimane ancora...
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GHILARZA. L’edizione 2017 di Arti & Sapori è stata un po’ lo specchio del momento di transizione che sta vivendo l’isola, dove malgrado la regressione della crisi la ripresa rimane ancora impercettibile.
Andamento confermato dal bilancio della fiera mercato di domenica, che si è chiusa tra luci e ombre. Nella prima parte della giornata il via vai di gente era continuo ma senza resse, mentre l’affluenza registrata dal tardo pomeriggio è stata significativa. Nessuna frenetica corsa agli acquisti dunque, tuttavia la manifestazione promossa dal Comune per l’ottavo anno ha fornito un’ occasione per stimolare i consumi.
La quasi totalità degli esercizi affacciati sul corso Umberto hanno tenuto le saracinesche alzate spingendo clienti abituali e non a fare qualche compera in più in vista delle imminenti festività. Bene hanno lavorato i chioschi di bevande e alimenti disseminati lungo il percorso. I visitatori hanno strappato qualche sorriso anche agli operatori del settore agroalimentare, che approfittano di iniziative come Arti e Sapori per far conoscere le loro produzioni a chi arriva da altre località.
«Non mi posso lamentare, le persone hanno apprezzato i formaggi ovini e fatto acquisti. Qualcuno è tornato apposta da altri paesi dopo l’esperienza dello scorso anno», ha detto Melziade Manca, proprietario di un minicaseificio a Ghilarza.
Di fatto gli stand dedicati all’agroalimentare sono stati tra i più visitati. «Iniziativa del genere sono utili per incrementare le vendite in questo periodo dell’anno, la gente tende a spendere di più e a comprare cose utili da regalare», ha spiegato Andrea Cabras, produttore locale di miele e idromele. Ma non sono stati rose e fiori per tutti, come ha testimoniato una produttrice di liquori artigianali di Austis. «È stata una giornata deludente, chiusa in perdita. La gente non si ferma neppure per dare uno sguardo, e così è stato per diversi colleghi. I soldi in circolazione sono pochi, all’aumento del costo della vita degli ultimi anni non è corrisposto l’adeguamento di stipendi e pensioni, perciò la gente spende poco». Diversa la sinfonia sul fronte dell’organizzazione, che, salvo qualche lamentela isolata sulla soluzione logistica adottata con la scelta di chiudere il circuito espositivo all’intersezione fra il corso e viale Antonio Carta, ha riscosso pareri positivi. «Le fiere mercato possono offrire un’occasione in più per vendere e promuovere i prodotti, anche se non tutti purtroppo sono riusciti a sfruttarla», ha detto Francesca Oppo, la presidente della Pro Loco, che quest’anno ha assunto il comando delle operazioni.(mac)
Andamento confermato dal bilancio della fiera mercato di domenica, che si è chiusa tra luci e ombre. Nella prima parte della giornata il via vai di gente era continuo ma senza resse, mentre l’affluenza registrata dal tardo pomeriggio è stata significativa. Nessuna frenetica corsa agli acquisti dunque, tuttavia la manifestazione promossa dal Comune per l’ottavo anno ha fornito un’ occasione per stimolare i consumi.
La quasi totalità degli esercizi affacciati sul corso Umberto hanno tenuto le saracinesche alzate spingendo clienti abituali e non a fare qualche compera in più in vista delle imminenti festività. Bene hanno lavorato i chioschi di bevande e alimenti disseminati lungo il percorso. I visitatori hanno strappato qualche sorriso anche agli operatori del settore agroalimentare, che approfittano di iniziative come Arti e Sapori per far conoscere le loro produzioni a chi arriva da altre località.
«Non mi posso lamentare, le persone hanno apprezzato i formaggi ovini e fatto acquisti. Qualcuno è tornato apposta da altri paesi dopo l’esperienza dello scorso anno», ha detto Melziade Manca, proprietario di un minicaseificio a Ghilarza.
Di fatto gli stand dedicati all’agroalimentare sono stati tra i più visitati. «Iniziativa del genere sono utili per incrementare le vendite in questo periodo dell’anno, la gente tende a spendere di più e a comprare cose utili da regalare», ha spiegato Andrea Cabras, produttore locale di miele e idromele. Ma non sono stati rose e fiori per tutti, come ha testimoniato una produttrice di liquori artigianali di Austis. «È stata una giornata deludente, chiusa in perdita. La gente non si ferma neppure per dare uno sguardo, e così è stato per diversi colleghi. I soldi in circolazione sono pochi, all’aumento del costo della vita degli ultimi anni non è corrisposto l’adeguamento di stipendi e pensioni, perciò la gente spende poco». Diversa la sinfonia sul fronte dell’organizzazione, che, salvo qualche lamentela isolata sulla soluzione logistica adottata con la scelta di chiudere il circuito espositivo all’intersezione fra il corso e viale Antonio Carta, ha riscosso pareri positivi. «Le fiere mercato possono offrire un’occasione in più per vendere e promuovere i prodotti, anche se non tutti purtroppo sono riusciti a sfruttarla», ha detto Francesca Oppo, la presidente della Pro Loco, che quest’anno ha assunto il comando delle operazioni.(mac)
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