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Oristano

Area protetta, pesca dei ricci: vecchi limiti e nuovi controlli

di Piero Marongiu
Area protetta, pesca dei ricci: vecchi limiti e nuovi controlli

Incontro tra il sindaco Cristiano, il direttore dell’Area Marina Protetta e il vice sindaco Alessandro Murana e i funzionari

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CABRAS. L’incontro avvenuto ieri mattina a Roma tra il sindaco Cristiano Carrus, il direttore dell’Area Marina Protetta Giorgio Massaro e il vice sindaco Alessandro Murana e i funzionari del Ministero dell’ambiente, relativamente alla pesca dei ricci nell’Area marina protetta, in sostanza non ha portato nessuna modifica rispetto a quanto stabilito dallo stesso ministero lo scorso anno. Cioè: trenta giornate lavorative, 500 ricci per ogni operatore, localizzatore obbligatorio da tenere in barca, comunicazione all’uscita e al rientro, e comunicazione preventiva del punto in cui si intende pescare. Anzi, rispetto allo scorso anno, i tecnici ministeriali hanno chiesto maggiori controlli sul prelevamento della risorsa agli organismi di vigilanza preposti.

Sulla data di apertura della pesca invece, almeno per il momento, non si sa nulla. Adesso la palla passa al Comune e all’Amp, che interloquiranno con i funzionari romani attraverso la documentazione da presentare a corredo della richiesta di autorizzazione, atto che dovrebbe essere formalizzato già nei prossimi giorni.

Da parte dei funzionari c’è disponibilità a dar corso alle pratiche, al fine di accelerare la conclusione degli iter previsti dalla normativa in vigore e concedere ai pescatori le relative autorizzazioni.

Ma l’incontro romano non comprendeva soltanto la pesca dei ricci. Gli argomenti da discutere, tutti di interesse dei pescatori cabraresi, che li avevano comunicati agli amministratori affinché si facessero portavoce delle loro istanze, erano tre: possibilità di allungare il periodo di pesca con l’utilizzo delle nasse; consentire l’ingresso in Amp alle imbarcazioni superiori ai 12 metri; pesca dei ricci, appunto.

Per quanto riguarda l’allungamento della pesca con le nasse, da parte dei tecnici romani non ci sarebbero problemi. La richiesta degli amministratori è stata quella di aprire dal primo di ottobre al 30 giungo e chiudere per i rimanenti 4 mesi in modo da dare alla risorsa, in questo caso polpi, di ripristinarsi.

Mentre, per quanto riguarda la possibilità di far entrare in Amp anche le imbarcazioni oltre i 12 metri, pur essendo disponibili a fare un’attenta valutazione della richiesta, i funzionari del ministero hanno evidenziato più di una perplessità circa la possibilità di accoglierla. I motivi sarebbero da ricercare nella difficoltà a modificare le norme vigenti.

L’incontro è stato giudicato positivo dagli amministratori locali, adesso si tratta di dare corso alle procedure che dovrebbero portare alla concessione delle autorizzazioni alla pesca dei ricci. In fondo è quello che interessa maggiormente la gran parte dei ricciai cabraresi.

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