Ex consigliere provinciale condannato in appello

La Corte dei Conti ha ribadito che i rimborsi chilometrici non erano dovuti  Mario Olla dovrà restituire all’ente quasi 20mila euro, più le spese

ORISTANO. Abitava a Oristano, dunque, quei rimborsi chilometrici non gli spettavano e l’ex consigliere Mario Olla dovrà risarcire l’amministrazione provinciale. La Corte dei Conti ha confermato anche in appello la sentenza di primo grado che a metà maggio del 2016 condannava il politico di Samugheo a rimborsare 19050 euro di rimborsi chilometrici non dovuti. Coinvolto in un'inchiesta per peculato, perché avrebbe richiesto rimborsi chilometrici che non gli sarebbero spettati, si è ritrovato di fronte anche la Corte dei Conti che ha confermato che deve risarcire 19mila e 50 euro dei 36mila e 649 che invece gli venivano contestati. Olla, che aveva presentato il ricorso assistito dall’avvocato Piero Franceschi, dovrà anche pagare le spese processuali: 176 euro.

Un’indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, durante una serie di pedinamenti, aveva stabilito che Mario Olla non risiedesse a Samugheo, bensì a Oristano assieme alla famiglia. Alla Provincia aveva dichiarato quale residenza quella del suo paese natale, motivo per cui continuava a chiedere i rimborsi come se vi avesse abitato. Questo gli è valso l'accusa di peculato e, in più, l'indagine penale ha avuto il doppio effetto di far avviare anche il procedimento di fronte alla magistratura contabile che nell'udienza di qualche giorno fa ha stabilito che quei soldi sono finiti indebitamente nelle tasche dell'ex consigliere provinciale dall'ottobre del 2008 al dicembre del 2013, momento in cui si è conclusa la sua attività politica nella scorsa legislatura. In primo grado, la Corte dei Conti aveva accolto le argomentazioni della difesa, avvocato Piero Franceschi, quasi dimezzando la somma oltre 36mila euro inizialmente contestata. Alcune delle cifre indicate nelle richieste di rimborso spettavano effettivamente all'ex consigliere che nelle date indicate aveva svolto missioni fuori sede per la Provincia o era arrivato in città dopo aver percorso chilometri con la sua auto. Il risarcimento dei 19mila e 50 euro è stato però ritenuto obbligatorio nonostante il tentativo di difesa dell'avvocato Piero Franceschi il quale, per prima cosa, ha chiesto che i due procedimenti non viaggiassero parallelamente, sostenendo che si dovesse attendere la sentenza del processo penale in corso. Richieste respinte anche in Appello. Insomma: per la Corte dei Conti Mario Olla dovrà restituire le somme indebitamente percepite.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes