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Genoni, assunzioni in Comune e polemiche

Genoni, assunzioni in Comune e polemiche

Dopo l’assegnazione dei posti a non residenti il sindaco spiega: «Non esistono ruoli riservati»

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GENONI. «Un posto di lavoro fisso e duraturo, specialmente di questi tempi, rappresenta sicuramente una grande opportunità, ragione per la quale le aspettative da parte dei potenziali concorrenti sono elevate. E le aspettative sono ancora più elevate quando il posto di lavoro è nel proprio paese». Con queste parole il sindaco Roberto Soddu attraverso una nota pubblicata sulla pagina Facebook del Comune, chiarisce ai cittadini alcuni aspetti relativi alle recenti assunzioni fatte dall’ente, che come spesso accade hanno generato qualche polemica di troppo. «A tal proposito – spiega il primo cittadino – nel corso del 2017, l'amministrazione a seguito delle cessazioni avvenute nel corso degli ultimi anni, ha indetto un concorso per l'assunzione di un istruttore direttivo amministra e di un dipendente esecutore tecnico specializzato con la qualifica di muratore. Da evidenziare che le procedure concorsuali sono differenti a seconda della tipologia del posto da ricoprire. Infatti, se per il posto di istruttore direttivo serve la laurea magistrale ed è necessario sostenere delle severe prove scritte ed orali, per il posto di esecutore specializzato è sufficiente la scuola dell'obbligo e gli interessati devono avanzare la propria candidatura attraverso l'Agenzia regionale per il lavoro, che elabora una idonea graduatoria assegnando a ciascuno dei candidati un punteggio che viene determinato sulla base della documentazione fornita dal candidato stesso». Riguardo ai concorsi indetti dal Comune di Genoni, una volta espletate le necessarie procedure, sono risultate vincitrici persone non residenti. «Il fatto che a vincere questi concorsi non siano dei genonesi, per le persone che nutrivano legittime aspettative e che ambivano a ricoprire quei posti, costituisce un motivo di dispiacere», dice il sindaco che però precisa: “Dispiacere che, in linea di massima l'amministrazione comunale può condividere, ma rispetto al quale, oltre la umana comprensione, non può fare assolutamente nulla. E questo perché non esiste alcuna norma che riserva i posti di lavoro del comune ai propri cittadini residenti».

Ivana Fulghesu

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