Smaltimento di carcasse: no all’impianto e ai fondi
di Roberto Petretto
La Regione ha stanziato tre milioni per la realizzazione di nuove strutture Il rifiuto delle comunità di Arborea e Marrubiu per ora è netto
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ARBOREA. Non sembra esserci futuro per l’impianto di smaltimento delle carcasse animali tra Arborea e Marrubiu. La Regione, poco dopo Natale, ha stanziato tre milioni di euro per la realizzazione di strutture e impianti di smaltimento dei sottoprodotti di origine animale. Nei mesi scorsi era rispuntata fuori una vecchia disponibilità del Comune di Arborea a ospitare sul proprio territorio un impianto di smaltimento delle carcasse che il Consorzio industriale si era detto disponibile a realizzare. Eventualità subito bloccata, dapprima dall’amministrazione civica di Arborea, guidata dal sindaco Manuela Pintus, con un cortese, ma fermo: «No, grazie», e poi dal consiglio comunale di Marrubiu, con un secondo e altrettanto fermo diniego. «Siamo stati chiari - dice Manuela Pintus -. Quell’impianto non ci serve».
A Marrubiu, forse con toni anche più decisi, hanno ufficializzato una scelta che forse vuole anche evitare il ripetersi e il moltiplicarsi di malumori e proteste che già accompagnano l’attuale impianto di smaltimento dei rifiuti a Masangionis.
La popolazione della frazione di Sant’Anna e quella che abita in diverse zone rurali della zona, da anni combattono una battaglia contro l’impianto, lamentando l’emissione di odori sgradevoli in atmosfera.
Un impianto per lo smaltimento e la distruzione di carcasse animali avrebbe potuto creare ulteriori problemi. «Prendiamo atto della volontà delle amministrazioni locali», dice Marcello Siddu, direttore del Consorzio industriale.
Una parola definitiva? Per ora non ci sono le condizioni: in futuro si vedrà. Il problema dello smaltimento delle carcasse animali rimane così come rimangono i fondi messi a disposizione della Regione. «Con questo stanziamento di tre milioni di euro - ha detto l’assessore all’Agricoltura, Caria - diamo risposte molto attese a un mondo che mette assieme più comparti e che rischiava di ridurre o vedere danneggiate le proprie attività imprenditoriali».
Attualmente c’è una situazione di difficoltà in seguito al sequestro da parte della Procura della Repubblica di Cagliari dell’unico stabilimento esistente in Sardegna (l’Agrolip di Macchiareddu), per violazione delle norme sanitarie e ambientali. problemi acuiti dalle restrizioni, sulla movimentazione delle carni e dei suoi sottoprodotti, a cui la Regione è sottoposta per l’endemica presenza della Peste suina africana.
A Marrubiu, forse con toni anche più decisi, hanno ufficializzato una scelta che forse vuole anche evitare il ripetersi e il moltiplicarsi di malumori e proteste che già accompagnano l’attuale impianto di smaltimento dei rifiuti a Masangionis.
La popolazione della frazione di Sant’Anna e quella che abita in diverse zone rurali della zona, da anni combattono una battaglia contro l’impianto, lamentando l’emissione di odori sgradevoli in atmosfera.
Un impianto per lo smaltimento e la distruzione di carcasse animali avrebbe potuto creare ulteriori problemi. «Prendiamo atto della volontà delle amministrazioni locali», dice Marcello Siddu, direttore del Consorzio industriale.
Una parola definitiva? Per ora non ci sono le condizioni: in futuro si vedrà. Il problema dello smaltimento delle carcasse animali rimane così come rimangono i fondi messi a disposizione della Regione. «Con questo stanziamento di tre milioni di euro - ha detto l’assessore all’Agricoltura, Caria - diamo risposte molto attese a un mondo che mette assieme più comparti e che rischiava di ridurre o vedere danneggiate le proprie attività imprenditoriali».
Attualmente c’è una situazione di difficoltà in seguito al sequestro da parte della Procura della Repubblica di Cagliari dell’unico stabilimento esistente in Sardegna (l’Agrolip di Macchiareddu), per violazione delle norme sanitarie e ambientali. problemi acuiti dalle restrizioni, sulla movimentazione delle carni e dei suoi sottoprodotti, a cui la Regione è sottoposta per l’endemica presenza della Peste suina africana.
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