La Nuova Sardegna

Oristano

Narbolia, gli operai occupano il Comune

Narbolia, gli operai occupano il Comune

La protesta dei tre addetti al servizio di ritiro dei rifiuti che rischiano di perdere il lavoro

2 MINUTI DI LETTURA





NARBOLIA. «Questa volta vogliamo sapere perché non è stata firmata la proroga che consente all’impresa di continuare a svolgere la raccolta dei rifiuti. E da qui non ce ne andremmo fino a quando non arriveranno risposte chiare». A parlare anche a nome dei suoi colleghi è sempre Gian Luca Firinu, delegato aziendale per conto della Cgil funzione pubblica. Ieri pomeriggio i tre dipendenti della ditta Team 3R Sergio Sanna, Francesco Tola e Gian Luca Firinu, hanno nuovamente occupato l’aula consiliare del Comune, e sono decisi a rimanerci finché non verrà risolto il problema che sta mettendo a rischio il loro posto di lavoro. Da lunedì prossimo, infatti, la ditta ha preannunciato di non garantire più il servizio raccolta dei rifiuti pertanto i tre operai rimarranno a casa.

«Abbiamo informato la sindaca Maria Giovanna Pisanu, i carabinieri e il sindacato della decisione di rioccupare l’aula consiliare - dice ancora Firinu -. Un gesto forte che speriamo serva a far capire la gravissima situazione di difficoltà in cui ci troviamo».

L’ufficio legale della Team 3R Ambiente, con lettera datata 10 gennaio 2018, ha informato la sindaca e l’ufficio tecnico del Comune di Narbolia, il Prefetto di Oristano e il rappresentante sindacale della Cgil oristanese Piero Medde, che lunedì cesserà il servizio di raccolta rifiuti.

«Senza un documento scritto in mano - ha detto Giuseppe Amalfitano, rappresentante legale dell’impresa - non possiamo continuare a lavorare. Il Comune, a parte la fattura relativa al mese di settembre, non paga da marzo 2017. In una situazione del genere, non possiamo continuare ad anticipare gli stipendi agli operai».

Operai che di stipendi arretrati ne vantano ancora quattro, e, a questo punto, non sanno se e quando li riscuoteranno.

«Ho telefonato alla sindaca per informarla che stavamo nuovamente occupando l’aula consiliare - ha detto Francesco Tola - e mi sono sentito rispondere che non sapeva nulla, che lei era impegnata in una riunione».

«Situazione assurda», la definiscono Firinu, Sanna e Tola, che per loro, se non ci saranno ripensamenti da parte della ditta, potrebbe tradursi nel licenziamento. «Per rivendicare gli stipendi arretrati - dice ancora Firinu -, con il sindacato, avevamo concordato una giornata di sciopero per il prossimo 25 gennaio. Ma a questo punto non sappiamo neppure se in quella data avremmo ancora un posto di lavoro da difendere. Siamo vittime di situazioni volute da altri, e soprattutto siamo stati lasciati soli».

Piero Marongiu

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative