La Nuova Sardegna

Oristano

italia nostra e wwf 

«Quella struttura non serve e causerà solo problemi»

«Quella struttura non serve e causerà solo problemi»

ORISTANO. Non ha convinto i rappresentanti di Italia Nostra Graziano Bullegas e del Wwf Sardegna Carmelo Spada l’intervista del Nobel per la Fisica Carlo Rubbia sull’efficacia degli impianti di...

3 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Non ha convinto i rappresentanti di Italia Nostra Graziano Bullegas e del Wwf Sardegna Carmelo Spada l’intervista del Nobel per la Fisica Carlo Rubbia sull’efficacia degli impianti di termodinamico solare, come quello che si vorrebbe realizzare su un terreno privato a San Quirico.

«Le nostre associazioni ritengono fondamentale ridurre le emissioni nocive e con questo spirito abbiamo presentato alcune osservazioni critiche al Piano Energetico e Ambientale Regionale Sardo (2015-2030) e su questi temi abbiamo basato la nostra politica ambientalista in Sardegna. Riteniamo quindi che il nostro sostegno debba rivolgersi ad una corretta politica incentivante delle energie rinnovabili (quella, per intenderci, che supporta la produzione diffusa e l’autoconsumo), mentre una forte e determinata azione di contrasto debba essere esercitata nei confronti della proliferazione di impianti industriali per la produzione di energia elettrica, che, oltre al rilevante impatto ambientale, determinano una indiscriminata distruzione di aree a vocazione agricola, conseguendo nello stesso tempo non significativi risultati in termini di riduzione di gas serra, inefficienze produttive e insostenibili costi economici e ambientali per le collettività a beneficio di interessi speculativi».

I due dirigenti ambientalisti individuano cinque punti critici del progetto di San Quirico, giudicato in «palese contrasto con le finalità espresse nel PEARS e con motivazioni contradditorie rispetto a pronunciamenti per analoghi impianti».

«In primo luogo parliamo di un impianto industriale ubicato in aree agricole, oggetto di uno storico riordino fondiario da parte dell’ETFAS e ospitanti aziende modello e fattorie didattiche. L’ENEA, ha espressamente raccomandato nelle numerose pubblicazioni che per quanto concerne la loro ubicazione tali centrali dovessero mirare a valorizzare terreni non altrimenti utilizzabili, come le aree desertiche, le aree industriali dismesse o le discariche esaurite. Inoltre il DPR 387/2003, citato per giustificare l’ubicazione di questi impianti nelle aree agricole, precisa che una tscelta dei luoghi debba tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali. È evidente invece che questo impianto risulta del tutto incompatibile con le attività agricole e di allevamento, come peraltro confermato dallo stesso Rubbia. Terzo punto, questi impianti in quanto idroesigenti sono causa di un eccessivo consumo di risorse idriche, con impoverimento delle falde e prosciugamento dei pozzi circostanti. Quarto punto, considerata l’assenza di boschi e foreste in prossimità dell’impianto, non risulta credibile l’opzione “km zero” per l’approvvigionamento della biomassa. Infine – conlude la nota – la scarsa produzione dalla Centrale della San Quirico Solare Power oltre a non avere peso per il conseguimento degli obiettivi imposti dall’incremento delle rinnovabili perché già ampiamente soddisfatti, risulta irrilevante ai fini della riduzione di CO2 in Sardegna, mentre alto è il prezzo pagato in termini di non sostenibilità ambientale Sono questi solo alcuni dei motivi che ci portano a sostenere le giuste rivendicazioni della comunità che lotta per impedire la realizzazione dell’impianto a San Quirico e a contrastare l’ubicazione nelle aree agricole della Sardegna di questi impianti, peraltro privi di futuro, destinati ad una rapida obsolescenza tecnologica, con irrisolti problemi di smaltimento dei rottami e impossibilità di ripristino dei luoghi».(g.cen.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative