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Oristano

La scuola aiuta lo sport dei giovani

La scuola aiuta lo sport dei giovani

Venerdì a Sa Rodia oltre 400 atleti per la seconda fase degli Studenteschi

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ORISTANO. Correranno in quattrocento alla fase provinciale di corsa campestre che nella mattinata del 19 gennaio nell'impianto sportivo di Sa Rodia aprirà la stagione dei Campionati sportivi studenteschi per l’anno scolastico 2017/2018.

Quattrocento ragazzi provenienti dalle scuole secondarie di primo e di secondo grado di tutta la provincia che si contenderanno l’accesso alla fase regionale in una giornata di festa all’insegna dello sport dove i veri vincitori saranno i valori acquisiti dagli atleti e dai loro compagni durante le lezioni e gli allenamenti svolti a scuola.

«I ragazzi sono divisi per categoria e parteciperà alla gara anche un gruppo di ragazzi diversamente abili – ha spiegato Salvatore Melis, nuovo responsabile del settore sportivo dell'Ufficio scolastico provinciale di Oristano – partecipa alla finale solo chi ha vinto la competizione disputatasi in ogni Istituto. L’aspetto più importante non è l’evento della gara in sé quanto la preparazione sportiva ed educativa che viene svolta durante tutto l'anno a scuola grazie ai docenti di Educazione fisica. Una preparazione che insegna ai ragazzi valori che vanno al di là dell'aspetto tecnico di una qualsiasi disciplina sportiva, valori utili a imparare come vivere bene, in salute e in collaborazione con gli altri compagni».

Dall'educazione alimentare alla socializzazione, dall’imparare il rispetto delle regole all’apprendere quello verso gli altri, dalla gioia per i successi all'accettazione delle sconfitte. Svago, condivisione, competitività, crescita sono elementi che insieme formano e sviluppano, l’alunno e lo sportivo insieme.

Lo sport praticato all'interno della scuola è questo e tanto altro ed è un aspetto di fondamentale importanza per la crescita dei ragazzi sebbene spesso l’Educazione fisica venga considerata a sproposito una materia di serie B.

«L’educazione motoria offre ai giovani la formula per stare bene e in salute – prosegue Salvatore Melis – grazie a questa disciplina la scuola insegna agli studenti uno stile di vita sano. Purtroppo abbiamo subito una grossa perdita da quando sono stati tagliati alle scuole i fondi per lo sport. Due ore di attività motoria al mattino sono veramente poche e non tutte le scuole hanno la possibilità di avviare dei corsi serali per ampliare l'offerta e sono limitate dalle restrizioni imposte per l'utilizzo delle strutture sportive. Sembra quasi che l'azione educativa della scuola – prosegue con una punta di amarezza Melis – sia stata limitata e delegata al privato che spesso non ha le stesse competenze dei nostri docenti laureati e non ha i nostri stessi obiettivi di formazione che vanno al di là degli aspetti tecnici per toccare invece quelli più educativi. Questo va a svantaggio delle famiglie e dei ragazzi che spesso non possono affrontare le spese per fare attività sportiva presso società private o che sono limitati nella scelta, soprattutto nei paesi, dove molte discipline non vengono praticate. È necessario valorizzare le attività motorie a scuola – conclude Melis – dovrebbe essere un'azione fondamentale nei programmi di ogni amministrazione quella di far passare le iniziative di tipo sportivo attraverso la scuola».

Dopo la corsa campestre sarà la volta delle altre discipline sportive tra cui il calcio, la vela, l'arrampicata, la pallamano e l'atletica.

Roberta Fois

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