La Nuova Sardegna

Oristano

L’incubo del telefonino, come non esserne schiavi

di Michela Cuccu

L’Unione dei comuni del Sinis-Montiferru avvia un ciclo di formazione I seminari tenuti da esperti e destinati a genitori e figli inizieranno venerdì

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MILIS. A riassumere il concetto lo si potrebbe battezzare come “Guida all’uso consapevole dello smartphone in età pre-adolescenziale”. Di fatto, il progetto messo a punto dall’Unione dei Comuni del Montiferru-Sinis, pone l’accento su una questione tanto attuale quanto dibattuta. Appunto, l’utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei ragazzini che ancora frequentano le scuole dell’obbligo. Tema non semplice che riguarda soprattutto la capacità di analisi critica da parte dell’individuo, in questo caso non importa se bambino o adulto, di una informazione.

Sono le informazioni, vere ma anche false, quelle che circolano più facilmente attraverso le nuove tecnologie. Per raggiungere l’obiettivo, l’Unione dei Comuni ha deciso di coinvolgere praticamente tutti gli abitanti degli undici paesi che nel fanno parte: ragazzi e adulti, genitori e figli e gli scrittori del territorio, con due referenti precisi: la scuola e le biblioteche comunali.

Si inizia subito, con la prima fase, che coinvolgerà 400 persone in un ciclo di seminari di alta formazione tenuti da Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva, ricercatore presso il dipartimento di scienze biomediche del l'Università degli Studi di Milano, dove si occupa di prevenzione in età evolutiva. Venerdì mattina il professor Pellai sarà a teatro comunale di Scano Montiferro dove incontrerà gli studenti delle terze classi delle scuole secondarie di primo grado.

Al pomeriggio, l’incontro sarà invece riservato a docenti, famiglie, operatori culturali e sociali del territorio. Sabato mattina il seminario si terrà invece a Seneghe, dove è previsto un incontro con i bibliotecari del territorio, i docenti che hanno preso parte al tavolo tecnico e i docenti redferenti per i progetti di lettura dei tre Istituti comprensivi del territorio. In ciascuna delle undici biblioteche dell’Unione dei Comuni si terranno inoltre una serie di incontri e dibattiti con gli scrittori della zona. Il progetto, realizzato dai Comuni con i fondi dei propri Bilanci e il Sevizio Sportello Europa, è destinato a diventare patrimonio comune anche oltre gli stretti confini del Montiferru- Sinis.

L’idea, come ha spiegato ieri mattina la responsabile di Sportello Europa, Stefania Carletti, è destinata ad essere trasferita come buona pratica in altri due Paesi europei. Diego Loi, presidente dell’Unione dei Comuni, ha ribadito come il progetto abbia un respiro anche più ampio «intende porsi come buona pratica per migliorare i livelli di scolarità nelle aree a rischio di spopolamento e di dispersione scolastica». Luisa Madau, coordinatrice del sistema bibliotecario, ha infine ricordato come «le biblioteche siano diventate un luogo di incontro e confronto anche nei paesi dove le scuole sono state purtroppo chiuse».

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