bosa
Sì del Consiglio al piano di classificazione acustica
BOSA. Il consiglio comunale ha approvato, con il voto della maggioranza e l’astensione delle opposizioni, il Piano di classificazione acustica del territorio comunale. Uno strumento indubbiamente...
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BOSA. Il consiglio comunale ha approvato, con il voto della maggioranza e l’astensione delle opposizioni, il Piano di classificazione acustica del territorio comunale. Uno strumento indubbiamente complesso, che interseca le suo norme con quelle di altri incartamenti non meno impegnativi, come ad esempio il Piano urbanistico comunale.
Tra i vari capitoli del regolamento quello della classificazione acustica e limiti di rumore; le norme a cui dovranno attenersi attività a carattere permanente o temporaneo; le deroghe ed esclusioni; le competenze comunali in materia e le classi acustiche, cinque per l’esattezza, previste nel territorio.
«È uno strumento complesso, zeppo di richiami normativi, che credo possa essere di difficile comprensione, applicazione e verifica, anche in riferimento ad alcune situazioni specifiche del nostro comune», ha detto dai banchi di Per Bosa dell’ex sindaco Piero Franco Casula.
«Osservazioni che ritengo puntuali e comprensibili, rispetto ad uno strumento che infatti ha visto un lungo iter di elaborazione», ha replicato il sindaco.
Il Piano di classificazione acustica in discussione il 15 gennaio 2018 infatti vede un primo incarico ad un tecnico specializzato nella redazione di questo strumento «che risale al 2005. Ora però credo che non possiamo esimerci dal valutarlo e approvarlo», ha ribadito Luigi Mastino.
I tempi infatti sono stretti, a meno che non si voglia incorrere in una imposizione da parte della Regione. «È comunque uno strumento che contempera due esigenze - ha concluso il sindaco -: quella dei cittadini e quella delle varie attività imprenditoriali. Occorre quindi responsabilità da parte di tutti, perché qualche problema acustico innegabilmente a Bosa sussiste». (al.fa.)
Tra i vari capitoli del regolamento quello della classificazione acustica e limiti di rumore; le norme a cui dovranno attenersi attività a carattere permanente o temporaneo; le deroghe ed esclusioni; le competenze comunali in materia e le classi acustiche, cinque per l’esattezza, previste nel territorio.
«È uno strumento complesso, zeppo di richiami normativi, che credo possa essere di difficile comprensione, applicazione e verifica, anche in riferimento ad alcune situazioni specifiche del nostro comune», ha detto dai banchi di Per Bosa dell’ex sindaco Piero Franco Casula.
«Osservazioni che ritengo puntuali e comprensibili, rispetto ad uno strumento che infatti ha visto un lungo iter di elaborazione», ha replicato il sindaco.
Il Piano di classificazione acustica in discussione il 15 gennaio 2018 infatti vede un primo incarico ad un tecnico specializzato nella redazione di questo strumento «che risale al 2005. Ora però credo che non possiamo esimerci dal valutarlo e approvarlo», ha ribadito Luigi Mastino.
I tempi infatti sono stretti, a meno che non si voglia incorrere in una imposizione da parte della Regione. «È comunque uno strumento che contempera due esigenze - ha concluso il sindaco -: quella dei cittadini e quella delle varie attività imprenditoriali. Occorre quindi responsabilità da parte di tutti, perché qualche problema acustico innegabilmente a Bosa sussiste». (al.fa.)
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