La Nuova Sardegna

Oristano

TRASPARENZA SENZA ECCEZIONI

di ROBERTO PETRETTO

La casa di vetro con le tapparelle che, all’occorrenza, si possono abbassare. O appannare. Troppa trasparenza può dare fastidio, anche quando si tratta di cose che dovrebbero esser trasparenti e...

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La casa di vetro con le tapparelle che, all’occorrenza, si possono abbassare. O appannare. Troppa trasparenza può dare fastidio, anche quando si tratta di cose che dovrebbero esser trasparenti e pubbliche. Come la Sartiglia, che pubblica è, se si eccettuano le scelte segrete dei Gremi e le strategie di ordine pubblico che richiedono riservatezza. Bilanci pubblici, spese pubbliche, contributi pubblici (e in alcuni casi privati). Invece le trattative (e, vien da pensare, gli scontri) che si stanno consumando in questi giorni negli incontri tra organizzatori e protagonisti della Sartiglia, devono, a quanto pare, restare nel chiuso delle stanze. Con le tapparelle abbassate, appunto. Comprensibile che ci sia prudenza per la delicatezza del momento, timore che tutto possa saltare con un danno enorme per la città e per tutto il movimento. Però va quantomeno sottolineato il fatto che una decisione importante per la manifestazione simbolo di questa città, che sta coinvolgendo in un dibattito acceso come si vede raramente molti oristanesi, viene assunta a porte chiuse. Anche ieri i giornalisti sono stati tenuti lontano. Solo a cose fatte i protagonisti possono dare la loro versione raccontare, a bocce ferme, l’epilogo della discussione. Si privatizza il confronto, si sopiscono le tensioni con l’antidolorifico della distanza e delle sale insonorizzate. Va tutto bene, ma i vetri della casa di vetro rimarranno un po’ appannati.

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