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Oristano

Sartiglia di Oristano, lo scontro è sull’idoneità dei cavalieri

di Simonetta Selloni
Sartiglia di Oristano, lo scontro è sull’idoneità dei cavalieri

La Fondazione deve attestarla: ma sulla base di cosa? La riunione di martedì ha respinto l’ipotesi degli esami a tappeto

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ORISTANO. A 24 giorni dalla Sartiglia, il fronte costituito dai cavalieri, dalla Fondazione – organizzatrice dell’evento –, gremi e Comuni aspetta le determinazioni del questore Giovanni Aliquò sul nodo attorno al quale rischia di bloccarsi la manifestazione. Vale a dire la necessità dei controlli di idoneità per tutti i 126 cavalieri attraverso un test delle urine che certifichi l’assenza (o presenza) di stupefacenti. Controlli impropriamente definiti antidoping, visto che la Sartiglia non è una gara. Due giorni il gotha della Sartiglia ha manifestato la disponibilità a far sottoporre i cavalieri ai controlli a campione, ma ha bocciato l’ipotesi di analisi preventive per tutti.

Ordinanza Martini e non solo. Non c’è soltanto l’Ordinanza Martini, che disciplina questo genere di manifestazioni, di cui tenere conto. C’è, ad esempio, il Codice della strada. Cavalieri e Fondazione (e con la riunione dell’altra sera, anche Gremi e Comune) si sono detti disponibili a fare quanto stabilito dalla legge in merito ai controlli antidoping (chiamiamoli così), sottoponendosi alle verifiche a campione, e niente più. I controlli a campione verranno eseguiti durante la Sartiglia. Il problema è come arrivarci, alla giostra.

Chi certifica le idoneità. Poiché è la Fondazione Sa Sartiglia che organizza, sarà suo compito fornire una attestazione di idoneità, nel rispetto dei requisiti di legge, di tutti i partecipanti alla Questura. Sempre la Questura dovrà visionare le coperture assicurative per la corsa. Ma come si certifica l’idoneità sanitaria? Il questore Giovanni Aliquò aveva chiarito che le autocertificazioni in campo sanitario non sono valide. E il come e quando fare i controlli riguarda gli organizzatori. Il nodo cruciale è questo: le certificazioni sanitarie si ottengono attraverso le analisi. Ma nel documento firmato dagli stati generali della Sartiglia si respingono i controlli preventivi estesi a tutti i cavalieri.

La Fondazione. «Aspettiamo che il questore ci faccia sapere qualcosa. Respingiamo l’ipotesi dei controlli a tappeto». Angelo Bresciani è il presidente della Fondazione. Ricorda che i cavalieri aderiscono all’Associazione e si sottopongono a una visita medico sportiva. Ma non essendo una gara, non è previsto il test delle urine.

La Assl. I controlli negli anni scorsi venivano eseguiti a campione dal Servizio per le tossicodipendenze della Asl. Lo ricorda il direttore generale, Mariano Meloni: «Quest’anno li farà il Laboratorio di analisi. Si tratta di un esame che costa 15 euro. Se dovranno farlo tutti, bisognerà che ce lo comunichino per tempo». Il punto è tutto qui. I cavalieri non intendono fare le analisi a tappeto. La Fondazione si prenderà la responsabilità di attestare l’idoneità sanitaria di tutti?

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