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Poco olio ma eccellente: prezzi in salita

Poco olio ma eccellente: prezzi in salita

SENEGHE. A conclusione della campagna olivicola, si tirano le somme. E i numeri, com’era stato previsto dagli addetti ai lavori, sulla quantità del prodotto sono ben al di sotto rispetto a quelli di...

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SENEGHE. A conclusione della campagna olivicola, si tirano le somme. E i numeri, com’era stato previsto dagli addetti ai lavori, sulla quantità del prodotto sono ben al di sotto rispetto a quelli di un’annata media. L’oleificio cooperativo, che conta oltre 350 soci conferitori, ha lavorato circa 450 quintali di olive, che equivalgono a meno di 80mila litri di olio. Un dato in calo anche rispetto a quello dell’annata 2016, che pure aveva recuperato qualcosa a quella precedente. Se la produzione da alcuni anni continua a diminuire in termini quantitativi, in quanto a qualità non ci sono dubbi che l’olio sia eccellente. A confermarlo ci sono le richieste, in gran parte inevase, che arrivano dal mercato, nazionale e internazionale. Altro aspetto è dato dall’aumento dei costi per la raccolta delle olive. Da una parte, c’è stato il risparmio derivante dai pochissimi trattamenti effettuati contro la mosca olearia (uno solo si è rivelato sufficiente), che ha significato una produzione quasi interamente biologica, anche se non certificata. Di contro però i costi per la raccolta sono aumentati notevolmente. Infatti, osservano i produttori, il frutto si distaccava dalla pianta a fatica, costringendo gli operatori a impiegare molto più tempo per la raccolta. E questo, insieme all’esiguità del prodotto, ha determinato anche l’aumento del prezzo dell’olio, che ha raggiunto anche i 10 euro per litro. «Siamo riusciti a malapena a soddisfare i nostri clienti abituali, che sono quelli del nord Italia, nord Europa e quelli sardi – dice Giovanni Mastinu, segretario dell’oleificio cooperativo e produttore –. Il nostro prodotto, che ha dato una resa media di 18 litri per quintale, è terminato subito. Oltre l’olio – dice Mastinu –, voglio sottolineare anche l’ottima qualità delle olive da mensa. Se ne parla sempre poco, però rappresenta un elemento importante nella filiera olivicola». La campagna di raccolta è iniziata il l’ultima decade di ottobre e si è conclusa poco prima di Natale. Due mesi di lavoro intenso, che hanno impiegato, nel solo oleificio cooperativo, una decina di operai. A dimostrazione che, per il piccolo centro del Montiferru, la produzione dell’olio d’oliva, con i prodotti dell’agroalimentare, rappresenta una delle voci più importanti dell’economia.

Piero Marongiu

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