Termodinamico, cresce il fronte degli oppositori
Contrari anche Coldiretti e il capogruppo dei Riformatori in Regione «Un progetto avulso dal territorio e penalizzante per l’agricoltura»
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ORISTANO. Anche Coldiretti, come diverse organizzazioni ambientaliste, pur con distinguo, si esprime contro il progetto di realizzazione di un piccolo impianto di termodinamico solare a San Quirico, e lo fa con una nota ufficiale del presidente provinciale Giuseppe Murru.
«Si tratta di interventi speculativi che consumano e compromettono uno dei nostri beni più importanti: il suolo agricolo. Andrebbero invece realizzati in aree industriali se contemplano condizioni tecniche ed economiche a vantaggio delle comunità locali», attacca Meloni che ribadisce come le critiche al progetto specifico non significhino un no al termodinamico in assoluto ma, a un progetto retenuto avulso e penalizzante per il territorio.
Per Coldiretti si tratta di un intervento che sottrae diversi ettari di suolo agricolo a quella che rimane in provincia una delle risorse reddituali più importanti: l’agricoltura.
«Oristano e la Sardegna possono costruire un futuro lavorativo per tanti operatori agricoli solo progettando uno sviluppo legato all’agroalimentare di qualità, che valorizzi le potenzialità e biodiversità dei territori. Per questo motivo è scontata l’opposizione ad un progetto ubicato in un’ area di pregio agricola, estraneo all’agricoltura ed assolutamente incompatibile».
Le produzioni agricole oristanesi hanno sempre avuto una forte connotazione verso la salubrità dell’ambiente abbinata alla sapidità dei prodotti, dice il presidente Coldiretti che ribadisce come questa sia una peculiarità che la sua organizzazione difenderà conn forza . «Crediamo nell’ innovazione – prosegue Murru – posizionata però all’interno di una programmazione che tracci il futuro della Sardegna e della provincia di Oristano dove il tema delle energie rinnovabili sia coerente e non contrasti con lo sviluppo agricolo. L’intervento del termodinamico ad Oristano non è oggettivamente accompagnato da alcun vantaggio tangibile e condiviso per la comunità – conclude il Presidente Coldiretti – e lascia al territorio solo le briciole. Ben altra dimensione economica e lavorativa possiedono le imprese agricole che si oppongono al progetto che, insieme a tanti cittadini oristanesi, hanno il nostro convinto sostegno
Analoghe critiche vengono avanzate dal consigliere regionale dei Riformatori Attilio Dedoni. «Siamo contrari alla realizzazione di quell’impianto in quel sito, per la mancanza di qualsiasi chiarimento sulle possibili ripercussioni sul traffico aereo dello scalo di Fenosu. La seconda ragione – conclude il capogruppo – è che, come ha ammesso lo stesso Rubbia, il solare termodinamico è incompatibile con l’attività agricola. Siamo pertanto favorevoli a che l’impianto venga collocato in un’area industriale o in terreni agricoli dismessi e improduttivi, ma non certo a San Quirico».(g.cen.)
«Si tratta di interventi speculativi che consumano e compromettono uno dei nostri beni più importanti: il suolo agricolo. Andrebbero invece realizzati in aree industriali se contemplano condizioni tecniche ed economiche a vantaggio delle comunità locali», attacca Meloni che ribadisce come le critiche al progetto specifico non significhino un no al termodinamico in assoluto ma, a un progetto retenuto avulso e penalizzante per il territorio.
Per Coldiretti si tratta di un intervento che sottrae diversi ettari di suolo agricolo a quella che rimane in provincia una delle risorse reddituali più importanti: l’agricoltura.
«Oristano e la Sardegna possono costruire un futuro lavorativo per tanti operatori agricoli solo progettando uno sviluppo legato all’agroalimentare di qualità, che valorizzi le potenzialità e biodiversità dei territori. Per questo motivo è scontata l’opposizione ad un progetto ubicato in un’ area di pregio agricola, estraneo all’agricoltura ed assolutamente incompatibile».
Le produzioni agricole oristanesi hanno sempre avuto una forte connotazione verso la salubrità dell’ambiente abbinata alla sapidità dei prodotti, dice il presidente Coldiretti che ribadisce come questa sia una peculiarità che la sua organizzazione difenderà conn forza . «Crediamo nell’ innovazione – prosegue Murru – posizionata però all’interno di una programmazione che tracci il futuro della Sardegna e della provincia di Oristano dove il tema delle energie rinnovabili sia coerente e non contrasti con lo sviluppo agricolo. L’intervento del termodinamico ad Oristano non è oggettivamente accompagnato da alcun vantaggio tangibile e condiviso per la comunità – conclude il Presidente Coldiretti – e lascia al territorio solo le briciole. Ben altra dimensione economica e lavorativa possiedono le imprese agricole che si oppongono al progetto che, insieme a tanti cittadini oristanesi, hanno il nostro convinto sostegno
Analoghe critiche vengono avanzate dal consigliere regionale dei Riformatori Attilio Dedoni. «Siamo contrari alla realizzazione di quell’impianto in quel sito, per la mancanza di qualsiasi chiarimento sulle possibili ripercussioni sul traffico aereo dello scalo di Fenosu. La seconda ragione – conclude il capogruppo – è che, come ha ammesso lo stesso Rubbia, il solare termodinamico è incompatibile con l’attività agricola. Siamo pertanto favorevoli a che l’impianto venga collocato in un’area industriale o in terreni agricoli dismessi e improduttivi, ma non certo a San Quirico».(g.cen.)
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