dramma al samaritano di arborea
Iniezione fatale di cocaina muore giovane di Arcidano
di Enrico Carta
ARBOREA. Un braccio pieno di buchi e un cuore che smette di battere nella solitudine di una stanza. La vita non sempre serena di Marcello Zuddas, 32 anni di San Nicolò Arcidano, si è conclusa...
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ARBOREA. Un braccio pieno di buchi e un cuore che smette di battere nella solitudine di una stanza. La vita non sempre serena di Marcello Zuddas, 32 anni di San Nicolò Arcidano, si è conclusa tragicamente nel pomeriggio di mercoledì nella struttura “Il Samaritano” che accoglie ex detenuti in regime di pena alternativa al carcere. Proprio dalla casa di reclusione di Isili, accompagnato lunedì dai genitori per una licenza premio, era arrivato Marcello Zuddas che è stato stroncato da un’overdose di cocaina, probabilmente non assunta attraverso l’inalazione, ma sparata in vena con una siringa che per il momento non è stata però ritrovata. A scoprire il suo corpo, quando ormai era tardi per tentare qualsiasi soccorso è stato il direttore del Samaritano che ha immediatamente chiesto i soccorsi, avvisato i genitori e informato i carabinieri della stazione di Arborea. Purtroppo i tentativi di rianimarlo, effettuati dagli operatori del 118, sono risultati vani.
In attesa dell’autopsia che si svolgerà questa mattina, sembrano esserci assai pochi dubbi sul fatto che a generare la morte sia stata l’assunzione di droga, con tutta probabilità della cocaina che era ancora nella sua stanza dove si era recato prima del pranzo. A far propendere per il fatto che la droga non sia stata assunta per via nasale, come solitamente avviene per la cocaina, è il braccio di Marcello Zuddas pieno di buchi, quasi ci fosse stata prima dell’assunzione una serie di tentativi di cercare la vena per poi iniettare lo stupefacente. Accanto al corpo c’era poi un fazzoletto sporco di sangue che dovrà a sua volta essere esaminato. Come sia stato possibile che una persona che sta ancora scontando la propria pena, per quanto ormai in un regime non più detentivo, sia entrato in possesso della droga è questione di cui si stanno occupando i carabinieri della stazione di Arborea assieme a quelli della Compagnia di Oristano, coordinati dal capitano Francesco Giola. Si cerca di capire quali siano stati gli ultimi contatti avuti da Marcello Zuddas, il quale era uscito poco prima dalla casa di reclusione di Isili dove aveva scontato una parte della pena che gli era stata comminata per una serie di episodi che l’avevano visto protagonista. Durante il carnevale di Marrubiu dell’anno scorso, era stato arrestato perché aveva sottratto con la forza l’auto ai genitori. Qualche anno prima si era reso protagonista di alcuni furti in market e bar, di uno scippo avvenuto a Terralba. Dietro tutti questi episodi si allungava l’ombra della droga che due giorni fa ha stroncato la sua vita, non senza polemiche. La direzione del Samaritano è categorica: «Aveva bisogno non di un semplice permesso dal carcere ma di attenzioni più mirate per venire fuori dalla tossicodipendenza»
In attesa dell’autopsia che si svolgerà questa mattina, sembrano esserci assai pochi dubbi sul fatto che a generare la morte sia stata l’assunzione di droga, con tutta probabilità della cocaina che era ancora nella sua stanza dove si era recato prima del pranzo. A far propendere per il fatto che la droga non sia stata assunta per via nasale, come solitamente avviene per la cocaina, è il braccio di Marcello Zuddas pieno di buchi, quasi ci fosse stata prima dell’assunzione una serie di tentativi di cercare la vena per poi iniettare lo stupefacente. Accanto al corpo c’era poi un fazzoletto sporco di sangue che dovrà a sua volta essere esaminato. Come sia stato possibile che una persona che sta ancora scontando la propria pena, per quanto ormai in un regime non più detentivo, sia entrato in possesso della droga è questione di cui si stanno occupando i carabinieri della stazione di Arborea assieme a quelli della Compagnia di Oristano, coordinati dal capitano Francesco Giola. Si cerca di capire quali siano stati gli ultimi contatti avuti da Marcello Zuddas, il quale era uscito poco prima dalla casa di reclusione di Isili dove aveva scontato una parte della pena che gli era stata comminata per una serie di episodi che l’avevano visto protagonista. Durante il carnevale di Marrubiu dell’anno scorso, era stato arrestato perché aveva sottratto con la forza l’auto ai genitori. Qualche anno prima si era reso protagonista di alcuni furti in market e bar, di uno scippo avvenuto a Terralba. Dietro tutti questi episodi si allungava l’ombra della droga che due giorni fa ha stroncato la sua vita, non senza polemiche. La direzione del Samaritano è categorica: «Aveva bisogno non di un semplice permesso dal carcere ma di attenzioni più mirate per venire fuori dalla tossicodipendenza»
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