Laconi, uso privato di acqua pubblica
Denuncia dell’ex consigliere Ignazio Marroccu: «Per lavori stradali prelevata dalla rete comunale»
2 MINUTI DI LETTURA
LACONI. Vietato sgarrare sull’utilizzo dell’acqua. In tempo di emergenza idrica e restrizioni, i cittadini tengono gli occhi aperti, e segnalano casi evidenti di sprechi.
Così nei giorni scorsi è pervenuta in Municipio una lettera firmata da un ex amministratore Ignazio Marroccu, rivolta al sindaco Anna Paola Zaccheddu, ai capigruppo di maggioranza e opposizione, sull’utilizzo e prelievo di risorse idriche dagli impianti comunali.
«Nel pomeriggio del 16 gennaio – scrive Ignazio Marrocu – mi trovavo nel piazzale antistante l’ingresso del Liceo classico; vi erano due operai con un camion dell’impresa che sta realizzando lavori di telefonia nel nostro paese. I due stavano prelevando acqua da un rubinetto lì presente per riempire una grossa cisterna. Considerato che a tutt’oggi è ancora in vigore l’ordinanza che stabilisce che l’utilizzo della risorsa idrica è consentita solo per l’abbeveraggio degli animali, creando notevole disagio tra gli utenti dell’acquedotto, chiedo – sottolinea Marrocu – per quale motivo a imprese, che tra l’altro hanno nel capitolato d’appalto gli oneri necessari per svolgere le attività previste, sia concesso il prelievo idrico dagli impianti comunali discriminando così i cittadini laconesi».
L’ordinanza sindacale citata nella lettera è di metà giugno del 2017 e riguarda l’emergenza siccità e l’utilizzo risorse idriche dell’acquedotto rurale. Con questa ordinanza si dispone il divieto, senza limite di orario, del prelievo e consumo di acqua derivata dall’acquedotto rurale comunale per fini diversi da quelli zootecnici, compresi anche quelli legati ad attività professionali.
La richiesta di chiarimenti è rivolta principalmente al primo cittadino Paola Zaccheddu che precisa come da parte dell’amministrazione comunale «non vi sia stata alcuna autorizzazione alla ditta per l’utilizzo dell’acqua. Naturalmente prendiamo atto di quanto ci viene segnalato, così come teniamo in considerazione tutte le segnalazioni dei cittadini, per avviare ulteriori accertamenti sulla vicenda».
La situazione in paese resta comunque preoccupante. «La situazione è ancora critica – dice il sindaco – gli invasi sono ancora vuoti e siamo ancora in piena emergenza».
Nella stessa lettera, Ignazio Marrocu segnala anche un altro fatto increscioso, relativo al «deposito realizzato dalla stessa impresa per lo stoccaggio dei materiali – scrive – che versa in condizione di totale spregio delle più elementari norme di sicurezza, tralasciando l’aspetto estetico in una area che meriterebbe maggiore attenzione».
Ivana Fulghesu
Così nei giorni scorsi è pervenuta in Municipio una lettera firmata da un ex amministratore Ignazio Marroccu, rivolta al sindaco Anna Paola Zaccheddu, ai capigruppo di maggioranza e opposizione, sull’utilizzo e prelievo di risorse idriche dagli impianti comunali.
«Nel pomeriggio del 16 gennaio – scrive Ignazio Marrocu – mi trovavo nel piazzale antistante l’ingresso del Liceo classico; vi erano due operai con un camion dell’impresa che sta realizzando lavori di telefonia nel nostro paese. I due stavano prelevando acqua da un rubinetto lì presente per riempire una grossa cisterna. Considerato che a tutt’oggi è ancora in vigore l’ordinanza che stabilisce che l’utilizzo della risorsa idrica è consentita solo per l’abbeveraggio degli animali, creando notevole disagio tra gli utenti dell’acquedotto, chiedo – sottolinea Marrocu – per quale motivo a imprese, che tra l’altro hanno nel capitolato d’appalto gli oneri necessari per svolgere le attività previste, sia concesso il prelievo idrico dagli impianti comunali discriminando così i cittadini laconesi».
L’ordinanza sindacale citata nella lettera è di metà giugno del 2017 e riguarda l’emergenza siccità e l’utilizzo risorse idriche dell’acquedotto rurale. Con questa ordinanza si dispone il divieto, senza limite di orario, del prelievo e consumo di acqua derivata dall’acquedotto rurale comunale per fini diversi da quelli zootecnici, compresi anche quelli legati ad attività professionali.
La richiesta di chiarimenti è rivolta principalmente al primo cittadino Paola Zaccheddu che precisa come da parte dell’amministrazione comunale «non vi sia stata alcuna autorizzazione alla ditta per l’utilizzo dell’acqua. Naturalmente prendiamo atto di quanto ci viene segnalato, così come teniamo in considerazione tutte le segnalazioni dei cittadini, per avviare ulteriori accertamenti sulla vicenda».
La situazione in paese resta comunque preoccupante. «La situazione è ancora critica – dice il sindaco – gli invasi sono ancora vuoti e siamo ancora in piena emergenza».
Nella stessa lettera, Ignazio Marrocu segnala anche un altro fatto increscioso, relativo al «deposito realizzato dalla stessa impresa per lo stoccaggio dei materiali – scrive – che versa in condizione di totale spregio delle più elementari norme di sicurezza, tralasciando l’aspetto estetico in una area che meriterebbe maggiore attenzione».
Ivana Fulghesu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
