La Nuova Sardegna

Oristano

Il Bosa Wine fest si sposta a giugno ma perde i fondi

di Alessandro Farina

Il quarto festival enogastronomico si svolgerà di sera Gli organizzatori tagliati fuori dai contributi regionali

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BOSA. La quarta edizione del Bosa Wine Festival, evento che coniuga la promozione enogastronomica al rilancio turistico del territorio, presenterà nel 2018 una serie di interessanti novità. Le date della due giorni di degustazioni e spettacoli infatti si spostano da maggio alla prima quindicina di giugno. Sotto le stelle questa volta, nel belvedere tra il castello e le vie in acciottolato della parte alta del quartiere medievale. L’assemblea del sodalizio ha rinnovato nei giorni scorsi presidenza e direttivo e preso atto, non senza rammarico, dell’ennesima esclusione dalla graduatoria regionale che finanzia i contributi per le manifestazioni del turismo enogastronomico. Che prevedeva per l’annualità 2017 un budget minimo di 20mila euro, non previsto a quanto pare nel 2016. Chiusi i due anni sotto la guida di Mario Stara, il 19 gennaio i soci dell’associazione Centro storico Sa Costa hanno rinnovato quadri e direttivo. Alla presidenza va l’esperto Giuliano Loi, che sarà coadiuvato dal vice Giuseppe Sardara, mentre Mario Stara sarà segretario. Del nuovo direttivo fanno parte Giovanni Battista Marongiu (delegato a curare la festa di Santa Teresina) Franco Ferralis, Anna Maria Ruggiu (vice presidente uscente), Nives Corda, Anna Rita Marongiu e Angelo Stara. L’associazione nel 2015 ha lanciato con successo il Bosa Wine Festival e ora, tirate le somme dei precedenti appuntamenti, guarda al futuro, con l’idea di rilanciare ulteriormente una manifestazione che ha già dato non poche soddisfazioni. «Tra le novità la data del Bosa Wine Festival 2018 – spiegano Giuliano Loi e Giuseppe Sardara –, il fatto che l’evento non si terrà più nelle ore pomeridiane ma dall’imbrunire fino a notte». Questa la soluzione permetterà di collocare gli stand a ridosso del contrafforte di via Canonico Nino, lasciando libera vista verso il centro storico e la vallata di Bosa». Una scelta pratica, con la possibilità di godere dello scenario locale e quest’anno la volta celeste a fare da ulteriore cornice ambientale. Nota dolente invece, dopo il no dell’anno precedente, l’esclusione dal “Cartellone di manifestazioni del turismo enogastronomico”. L’esito dell’istruttoria rispetto al progetto presentato mesi fa, infatti, racconta di un “Importo inferiore al minimo consentito,” la motivazione principale del no. Cifra evidentemente non alla portata di tutti i 20.000 euro minimi stabiliti per un possibile contributo, tanto più in un territorio dove l’autofinanziamento associativo e gli introiti da eventuali sostenitori diventano ostacoli spesso insormontabili nella programmazione. «Un fatto di cui la Regione dovrebbe tenere conto», il pensiero nell’associazione di Bosa, che rimarca l'importanza crescente del Bosa Wine Festival e si prepara comunque ad organizzare uno degli appuntamenti ormai irrinunciabili in città.

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