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Oristano

«Più tempo per gli abbattimenti»

«Più tempo per gli abbattimenti»

Fauna selvatica e danni ai campi: la Confagricoltura suggerisce correttivi alle azioni di contenimento

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ORISTANO. Proposte per contenere la presenza di animali selvatici (cornacchie, ma anche fenicotteri e aironi): una diversa definizione delle aree di intervento e un ampliamento del periodo di abbattimento da marzo ad ottobre «per garantire una fascia di azione che copra in maniera efficace la prevenzione dei danni arginando il più possibile la fase di emergenza». Sono queste le idee portate avanti dalla Confagricoltura che aveva chiesto e ottenuto un incontro con Davide Brugnone, responsabile del settore Istituto Regionale della Fauna selvatica e attività venatoria, Andrea Abis funzionario dell’assessorato all’Ambiente, Alberto Cherchi dirigente del settore ambiente e suolo e Massimo Meneghel in rappresentanza della Associazione Coadiutori Oristanese. Secondo la Confagricoltura «l’entità dei danni provocati da quest’ultima alle colture agricole ha determinato progressivamente un mancato reddito per le imprese, sempre meno sostenibile».

Secondo il presidente, Corrado Sanna, per meglio affrontare la materia occorrerebbe, da un lato, predisporre interventi specifici rispetto alle diverse specie e in relazione al fatto che siano nocive, come ad esempio la cornacchia grigia o la nutria, oppure protette come i fenicotteri e le gru; dall’altro prevedere che tali interventi siano efficaci rispetto alle zone in cui la fauna abita come ad esempio le zone Zps e Sic.

Per l’organizzazione di categoria «il problema è legato ad un disequilibrio delle popolazioni, che sono cresciute in maniera esponenziale, mentre in altri casi sono mutate le condizioni ambientali tali per cui, alcune specie, hanno occupato nuovi ecosistemi interessati dalle colture agricole».

I suggerimenti: «riconsiderare l’areale geografico, riconducendo le otto Provincie alle quattro storiche, affinché si equilibri l’esigenza di alcuni territori (ad esempio l’oristanese) di poter, vista la dimensione della popolazione della cornacchia grigia, ottenere un numero soddisfacente di abbattimenti e catture, in modo da contrarre la popolazione e ridurre i danni alle colture agricole».

E poi si chiede di estendere il periodo di attività del piano. Per fare questo occorrono i soldi: «si dovrebbero individuare delle risorse economiche nel bilancio regionale - sostiene la Confagricoltura -, affinché il coadiutore riconosciuto e legittimato non debba sostenere a proprie spese i costi per poter affrontare l’attività svolta».

Per quanto riguarda la presenza di fenicotteri e gru si dovrebbero valutare «modalità dissuasive nel momento in cui si dovessero rilevare i primi danni alle colture». Inoltre «si dovrebbe intervenire per il contenimento, attraverso piani di abbattimento selettivo, per quanto riguarda le nutrie, i piccioni, i cinghiali, i cervi e i mufloni, naturalmente con azioni differenziate rispetto alla specie».

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