Pastori senza indennizzi: «Restituiamo le schede»
di Piero Marongiu
Seneghe, gli allevatori protestano contro la Regione per i ritardi nei pagamenti In sessanta hanno già aderito alla protesta: «Non voteremo alle Politiche»
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SENEGHE. Gli allevatori sardi non ricevono gli indennizzi previsti dalle misure di cui al Psr 2014/2020 da anni, alcuni non vedono un centesimo da circa sette anni, e non ce la fanno più a sostenere i costi necessari a tenere in piedi le loro aziende. Per questo, visto che nessuno politico pare interessato a raccogliere le loro rivendicazioni, hanno deciso di riconsegnare i certificati elettorali all’ufficio anagrafe del Comune e di non votare nessuno degli schieramenti che si presenteranno alla tornata elettorale del prossimo 4 marzo. Il capannello degli allevatori, man mano che si avvicinava l’ora stabilita per la riconsegna dei certificati elettorali, cresceva sempre di più. Quando sono scoccate le 12, senza clamori né atteggiamenti fuori luogo, si sono presentati davanti all’ufficiale addetto all’anagrafe e gli hanno consegnato i certificati, una cinquantina, ma il numero cresce di ora in ora e oggi se ne aggiungeranno molti altri. «Ci sentiamo defraudati di un diritto democratico, quello del voto – si lascia sfuggire a mezza voce un allevatore – non possiamo non provare amarezza per questo». «L’assessore regionale all’agricoltura, non essendo del campo, è un incompetente – dice Giovanni Piras – e del nostro lavoro e delle difficoltà che dobbiamo affrontare ogni giorno, non sa nulla. Se la situazione dei rimborsi non verrà sbloccata urgentemente, nessuno di noi andrà a votare». Ad accoglierli in Comune c’era il sindaco Gianni Oggianu con l’assessore alla cultura, nonché vice sindaco, Sandra Mancosu e quello all’agricoltura Salvatore Carta. «Intanto – dice Oggianu – vogliamo esprimere la solidarietà dell’amministrazione agli allevatori. Dispiace sicuramente che le persone non vadano a votare, perché si tratta di un diritto di ogni cittadino. E quando quel diritto viene meno, a risentirne è proprio la democrazia. L’esigenza che stanno manifestando gli allevatori è comprensibile. In queste ultime settimane ci troviamo di fronte a forze politiche, di tutti gli schieramenti, che fanno promesse mirabolanti su molte cose. In realtà dovrebbero spiegare perché, rispetto alle rivendicazioni degli allevatori, nessuno ha fatto niente prima. Abbiamo degli enti regionali che in qualche modo hanno la responsabilità dei mancati pagamenti, che tra l’altro riguardano anche i Comuni. Noi mandano avanti dei progetti, e attendiamo da lungo tempo i finanziamenti e pur sollecitando in continuazione, non riusciamo ad ottenere risposte». Al momento della chiusura degli uffici comunali, le schede consegnate erano arrivate a una sessantina.
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