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«Mio padre non violò la Costa Ora l’accusa di inquinamento»

«Mio padre non violò la Costa Ora l’accusa di inquinamento»

MARRUBIU. «Erano gli anni sessanta quando mio padre venne invitato con la sua impresa edile alla costruzione della Costa Smeralda. Si rifiutò perché quando vide quei luoghi, disse che mai e poi mai...

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MARRUBIU. «Erano gli anni sessanta quando mio padre venne invitato con la sua impresa edile alla costruzione della Costa Smeralda. Si rifiutò perché quando vide quei luoghi, disse che mai e poi mai avrebbe partecipato alla distruzione di quello che chiamava “il paradiso terrestre”. Nello stesso anno, andò a Marrubiu a trovare un suo conterraneo che aveva una fabbrica di cemento amianto che era in difficoltà. La rilevò: voleva vivere in Sardegna. Mai avrebbe immaginato che qualche decennio più tardi, lui che amava tanto questa terra, finisse poi nella lista dei grandi inquinatori». Cristina Bonacini oggi è una signora di 62 anni. Vive a Reggio Emilia, città d’origine dove è ritornata dopo la chiusura definitiva della fabbrica di Marrubiu. Dinanzi ad una platea fatta di tanti ex operai, ha ripercorso un periodo importante della sua vita. «Con nostra madre, siamo venute a vivere nello stabilimento, che io avevo sette anni, mia sorella cinque: pensate davvero che se si fosse conosciuta l’effettiva pericolosità dell’amianto, mio padre ci avrebbe portato tutta la famiglia? Tutta la verità l’abbiamo scoperta solo dopo». Né le né i suoi familiari sono stati messi sotto vigilanza sanitaria, al contrario degli operai della fabbrica. «Da proprietari, non avevamo diritto a questa assistenza», spiega. La Ce.Ma è stata messa in liquidazione dopo che anche lo stabilimento di Marrubiu è stato chiuso (con una legge del 1992, con la quale l’Italia, fra le prima nel mondo occidentale, chiudeva definitivamente all’utilizzo dell’asbesto) e bonificato. «La bonifica ci costò all’epoca 300 milioni di lire: denaro nostro, ricavato dalla vendita di alcune proprietà. Lo Stato non ci ha mai rimborsati: all’epoca la legge stabiliva che chi inquinava dovesse pagare. E noi abbiamo pagato. Vorrebbero che il sito divenisse un parco? Sarebbe bellissimo, ma noi non abbiamo più soldi».(m.c.)

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