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Andrea Solinas: «Ansia per la pioggia Ma è arrivato il sole»

Andrea Solinas: «Ansia per la pioggia Ma è arrivato il sole»

ORISTANO. Il rumore della pioggia ha accompagnato per tutta la notte quello del battito del cuore. Alle emozioni dei sogni su come sarebbe stato il giorno che stava arrivando, si è poi aggiunta la...

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ORISTANO. Il rumore della pioggia ha accompagnato per tutta la notte quello del battito del cuore. Alle emozioni dei sogni su come sarebbe stato il giorno che stava arrivando, si è poi aggiunta la preoccupazione che quella pioggia rovinasse la festa dopo essersi fatta attendere per settimane. Invece è sembrato quasi che i due santi si fossero messi d’accordo. San Giovanni attendeva la pioggia per rinfrescare i campi assetati come mai, San Giuseppe ha riportato il sereno e tanti raggi di sole nella mattina iniziata col grigio scuro delle nubi. Poi è stata un’ascesa continua di emozioni e di colori sino a quel rullare di tamburi e squillar di trombe che a mezzogiorno ha riempito l’aria nella campagna tra Oristano e Fenosu.

Qualche ora prima del momento della consegna dei ceri benedetti al capocorsa Andrea Solinas e ai suoi due fidi compagni di ventura Gianluca Russo, su segundu, e Alessio Garau, su terzu, durante la messa celebrata in Cattedrale, don Tonino Zedda aveva riportato alla sua dimensione più vera la Sartiglia, offuscata e sin qui imbrigliata nell’asfissiante dibattito sulla sicurezza. Il sacerdote nella sua omelia ha voluto ricordare a tutti che non basta guardare l’involucro per comprendere lo spirito della manifestazione nella sua essenza più vera. E sbaglia chi la vede come un carnevale e basta, perché di fronte a degli uomini che piangono come bambini di fronte a un cero, si capisce che ciò che trionfa è l’umanità. E proprio dai volti dei tre cavalieri sono sgorgate tante lacrime che hanno sciolto la tensione trattenuta tanto a lungo. «Le emozioni che ci regala sono sempre fortissime», ha detto Andrea Solinas, ripercorrendo le ultime ore di questa straordinaria esperienza. «Non riuscivo a dormire. Sentivo i tuoni, la pioggia e pensavo al rischio che la festa potesse essere in qualche modo smorzata dal maltempo». Anche la mattina sembrava promettere fulmini e pioggia. «Poi i due santi si sono messi d’accordo – ha proseguito il capocorsa dei falegnami –, il cielo ha regalato la pioggia ai contadini e San Giuseppe il sole a noi cavalieri e a tutti quelli che sono venuti a festeggiare questa splendida giornata».

E adesso di corsa, come in una discesa e perdifiato verso martedì 13 febbraio, giorno in cui Andrea Solinas sarà alla guida del corteo dei cavalieri col costume che attirerà gli sguardi di tutti coloro che, ancora una volta, dichiareranno il loro amore per la Sartiglia. (e.c.)

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