Calunnie su Whatsapp: l’arcivescovo chiede scusa
di Roberto Petretto
Monsignor Sanna interviene sul caso che ha coinvolto l’ex parroco don Cattide «Appena avuto notizia dell’inchiesta l’ho sospeso dall’ufficio e dagli incarichi»
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MARRUBIU. L’arcivescovo chiede scusa alle persone offese dalle chat diffamatorie circolate l’estate scorsa sulle utenze whatsapp di molti marrubiesi. Un episodio per il quale è finito a processo l’ex parroco di Marrubiu, don Antonello Cattide. L’arcivescovo Ignazio Sanna ha scritto una lettera rivolta ai fedeli delle Comunità Parrocchiali di Vergine di Monserrato a Marrubiu e Sant’Anna a Sant’Anna di Marrubiu: «Nel rispetto dell’iter della magistratura ancora in corso, come pastore della Chiesa Arborense, non posso rimandare il dovere di presentare le scuse sincere alle persone che sono state offese, e rinnovare loro la stima e il rispetto dovuti».
L’episodio ha creato forti tensioni nella comunità marrubiese. L'autore del post anonimo diffuso lo scorso luglio su whatsapp, contenente una serie di ingiurie a sfondo sessuale nei confronti del sindaco Andrea Santucciu e di alcuni assessori di Marrubiu, era stato identificato dalla Polizia postale nell’ex parroco, don Cattide.
L’arcivescovo non ci gira intorno: «Come sapete, alcune persone della vostra comunità, tra le quali le autorità civili, sono state oggetto di grave diffamazione con l’applicazione di messaggistica WhatsApp».
Monsignor Sanna si dice dispiaciuto per il fatto che, in quella che definisce «indegna opera di diffamazione» sia stato coinvolto il parroco don Antonello Cattide.
L’arcivescovo ricorda che «non appena è stata resa nota la notizia dell’indagine penale del Tribunale nei suoi confronti, e del suo patteggiamento della pena per “il reato di diffamazione aggravata”, con decreto canonico, l’ho sospeso dall’ufficio di parroco di Marrubiu e Sant’Anna, nonché dall’ufficio di segretario del Consiglio presbiterale Diocesano e di delegato Diocesano per la Pastorale dell’Ecumenismo e del dialogo interreligioso».
La lettera ha un obiettivo chiaro: «La vostra comunità è rimasta ferita ed ha bisogno di pace e di comunione. Perciò, ai primi dell’ottobre scorso, ho provveduto a nominare un nuovo parroco nella persona di don Alessandro Enna. Vi chiedo di accompagnare la sua opera di riconciliazione e pacificazione».
Sintetico il commento del sindaco Andrea Santucciu: «Non entro nel merito dello scritto dell’arcivescovo. Traspare il gesto di un uomo buono, mite e saggio. Un gesto di umiltà. Spero che questa triste pagine sia ben presto alle spalle».
L’episodio ha creato forti tensioni nella comunità marrubiese. L'autore del post anonimo diffuso lo scorso luglio su whatsapp, contenente una serie di ingiurie a sfondo sessuale nei confronti del sindaco Andrea Santucciu e di alcuni assessori di Marrubiu, era stato identificato dalla Polizia postale nell’ex parroco, don Cattide.
L’arcivescovo non ci gira intorno: «Come sapete, alcune persone della vostra comunità, tra le quali le autorità civili, sono state oggetto di grave diffamazione con l’applicazione di messaggistica WhatsApp».
Monsignor Sanna si dice dispiaciuto per il fatto che, in quella che definisce «indegna opera di diffamazione» sia stato coinvolto il parroco don Antonello Cattide.
L’arcivescovo ricorda che «non appena è stata resa nota la notizia dell’indagine penale del Tribunale nei suoi confronti, e del suo patteggiamento della pena per “il reato di diffamazione aggravata”, con decreto canonico, l’ho sospeso dall’ufficio di parroco di Marrubiu e Sant’Anna, nonché dall’ufficio di segretario del Consiglio presbiterale Diocesano e di delegato Diocesano per la Pastorale dell’Ecumenismo e del dialogo interreligioso».
La lettera ha un obiettivo chiaro: «La vostra comunità è rimasta ferita ed ha bisogno di pace e di comunione. Perciò, ai primi dell’ottobre scorso, ho provveduto a nominare un nuovo parroco nella persona di don Alessandro Enna. Vi chiedo di accompagnare la sua opera di riconciliazione e pacificazione».
Sintetico il commento del sindaco Andrea Santucciu: «Non entro nel merito dello scritto dell’arcivescovo. Traspare il gesto di un uomo buono, mite e saggio. Un gesto di umiltà. Spero che questa triste pagine sia ben presto alle spalle».
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