La Nuova Sardegna

Oristano

Ventitreenne travolto dal treno, i genitori: "Non fu un suicidio"

Nicola Bussu fu travolto dal treno (foto Francesco Pinna)
◗
Nicola Bussu fu travolto dal treno (foto Francesco Pinna)

L'avvocato della famiglia di Nicola Bussu ha presentato la richiesta di riapertura delle indagini alla Procura di Oristano

1 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Nessun suicidio, solo un tragico incidente dovuto forse a una imprudenza della vittima o a qualcos'altro ad'altro. Dalle pagine dei quotidiani sardi i genitori di Nicola Bussu, il giovane di 23 anni di Santa Giusta travolto e ucciso il 30 marzo del 2017 da un treno proveniente da Cagliari e diretto a Oristano, chiedono la riapertura delle indagini.

Il caso fu chiuso come suicidio dalla Procura della Repubblica e dalla Polizia ferroviaria nel giro di poche ore, ma ora i genitori del giovane, Giuseppe Bussu e Rita Salis, si affidano ad una perizia dell'ingegner Michele Troilo, docente di ingegneria aerospaziale all'Università di Genova, che solleva molti dubbi sulle conclusioni.

La richiesta di riapertura delle indagini è stata presentata al Tribunale di Oristano dall'avvocato della famiglia Samantha Baglieri e punta proprio sulla perizia di parte depositata in cancelleria.

Nella relazione verrebbe in particolare rilevata la circostanza che il giovane non fosse sui binari nel momento dell'impatto e che non sia stato travolto dalla locomotrice ma che possa, invece, essere stato agganciato e ucciso dai rostri spazza sassi della seconda carrozza. Inoltre i macchinisti non sarebbero stati sottoposti ad alcun accertamento sulle loro condizioni psicofisiche al momento del fatto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative