Terremoto all’Aism, direttivo azzerato

Il direttivo nazionale ha commissariato l’Associazione per la sclerosi multipla. Un mese fa spostati i fondi dal conto

ORISTANO. Terremoto all’Associazione sclerosi multipla di Oristano: con un atto d’autorità, attraverso una delibera (la n. 61 del 21 gennaio), firmata dal presidente nazionale Angela Martino, il Consiglio direttivo nazionale ha azzerato il vertice e ha commissariato la sezione. Non solo: il neo commissario, Achille Foggetti, il 25 gennaio è arrivato a Oristano e ha cambiato la serratura della sede Aism. Prima ancora, un mese fa, tutti i fondi – circa 100mila euro – contenuti nel conto corrente dell’Aism di Oristano attivo sulla banca Carige sono stati dirottati sul conto dell’Aism nazionale a Genova. Ma Oristano non dispone più neanche dei mezzi che l’associazione ha sempre utilizzato per l’assistenza ai malati: un Jumper, un Doblò e una Polo. Spariti, non si sa dove siano. Una situazione di cui stanno facendo le spese i 730 pazienti del territorio: non hanno più una sede, non ci sono più i mezzi grazie ai quali venivano accompagnati per le terapie, consulenze, ritiro dei medicinali, disbrigo di pratiche. La questione è arrivata in Consiglio regionale, con una interrogazione presentata dal consigliere Mario Tendas (Pd), rivolta al presidente dell’esecutivo Francesco Pigliaru e all’assessore alla Sanità Luigi Arru. In questo contesto c’è da registrare, una telefonata intercorsa tra il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e il presidente della Fondazione italiana sclerosi multipla, Mario Alberto Battaglia: quest’ultimo non ha fornito spiegazioni, limitandosi a invitare Ganau a interloquire su carta intestata del Consiglio regionale.

Un fulmine a ciel sereno. Nessuna addebito era stato mossa alla sezione Aism, attiva in città da 25 anni. Nella delibera di commissariamento si fa riferimento a due contestazioni formali: la mancata partecipazione dell’Aism di Oristano alle assemblee, regionale e nazionale, causa di commissariamento espressamente prevista dallo statuto, e generiche irregolarità contabili. «Un mese fa ci avevano fatto sapere con una mail che i fondi sarebbero stati trasferiti perché la banca di appoggio del conto aveva delle difficoltà», dice Paola Manconi, tesoriera – ora senza portafoglio – dell’associazione. Va detto che tutti i debiti pendenti sono stati onorati dall’Aism nazionale. Ma l’estromissione dall’oggi al domani del direttivo rimane incomprensibile. «Nel telegramma che ci avvisava dell’arrivo del commissario, il 25 gennaio, siamo stati invitati a fornire tutti documenti dell’associazione. Ma è un fatto avvenuto senza mai una contestazione. Una decisione calata dall’alto», lamenta amaro Alberto Sanna, a suo tempo vice presidente della Provincia, ente che aveva ceduto all’Aism la sua attuale sede, l’ex Casa San Biagio, per un prezzo stracciato, e soprattutto con il vincolo di utilizzo per l’Aism. C’è da immaginare che anche su questo sarà battaglia, anche se sottratta alla giurisdizione ordinaria: nello statuto dell’Aism, la clausola compromissoria esclude il ricorso all’autorità giudiziaria per le controversie interne, rimandandole a un arbitrato.

Ieri sera, negli uffici dell’Aism nazionale, in via Operai 40 a Genova, nessun dirigente era presente per dare una spiegazione a quel che sta accadendo a Oristano. Alberto Sanna: «Così, senza un confronto: una situazione inaccettabile». Di inaccettabile c’è il gravissimo disagio patito dai pazienti. Chiusi fuori dauna sede che è un po’ la loro casa. La solidarietà di chi li assiste non si è fermata. Ma da Genova, qualcosa dovranno pur dirla.

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