La Nuova Sardegna

Oristano

Costi, risorse e sponsor Così si porta avanti l’antica tradizione

di Roberto Petretto
Costi, risorse e sponsor Così si porta avanti l’antica tradizione

Oggi organizzare la giostra costa più di 500mila euro L’allestimento di percorsi e tribune è la parte più onerosa

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ORISTANO. Dove batte il cuore della Sartiglia? Nelle stanze dei Gremi, custodi di una tradizione antica? Nelle burrascose riunioni dei cavalieri che sono gli attori principali della giostra? Nelle casse del Comune, della Fondazione, della Regione che con i loro fondi e la loro organizzazione garantiscono l’allestimento della festa e dello spettacolo? A Oristano potrete andare a chiedere in giro e trovare tante risposte differenti: «Provate a fare la Sartiglia senza tamburini e trombettieri», vi risponderà qualcuno. «E senza il contributo di chi realizza i costumi e le bardature ci sarebbe forse la festa?». Tutto vero, per una parte della verità. Che poi non è un mistero assoluto: la Sartiglia, da festa solo oristanese, è diventata fenomeno di massa che richiama spettatori e appassionati da tutta l’isola, ma anche dalla penisola e dal resto del mondo. E un fenomeno di questo genere non può nascere, crescere e riproporsi ogni anno senza il contributo di tutti.

Macchina complessa. Il centro cittadino si blocca per almeno una settimana. La via Duomo e la via Mazzini vengono ricoperte di diversi strati di sabbia per consentire la corsa dei 120 cavalli. Vengono montate transenne lungo tutto il percorso e palchi per ospitare il pubblico. Viene messa in piedi un’organizzazione di comunicazione, un sistema di soccorso per il pubblico e i cavalieri e di assistenza veterinaria per i cavalli. Si pubblicizza l’evento attraverso vari canali. Non è, insomma, una sagra paesana, ma un evento che si dipana in diverse giornate, che richiama decine di migliaia di spettatori, che mette in moto decine di eventi collaterali.

I conti. Le cifre dicono molto: organizzare la Sartiglia negli ultimi anni è un giochetto che costa poco più di mezzo milione di euro. Il costo maggiore è quello per l’allestimento dei percorsi e delle tribune: una voce che da sola assorbe quasi 160mila euro. 81mila euro vanno per i compensi ai cavalieri. Facendo una media sono poco più di 630 euro a cavaliere: ciascuno di loro per preparare la Sartiglia ne spende mediamente molti di più. Altra voce importante è quella delle spese per le assicurazioni, pari a 27mila euro. Ai Gremi va un rimborso spese di 18mila euro. Per l’intero piano di comunicazione si spendono ogni anno quasi 80mila euro. Per i diritti Siae ne vanno via altri 33mila.

Chi paga? Bilancio solitamente in pareggio, con qualche patema d’animo negli ultimi anni, poi rientrato. Il contributo più importante è quello della Regione: arrivano (con una puntualità non sempre encomiabile) 145mila euro. Sino al 2013 erano 126mila. Il Comune ci mette 51mila euro (ma dall’edizione 2018 saranno 75mila). Dagli sponsor privati 110mila (ma non sempre i soldi sono arrivati realmente). L’altra voce importante e fondamentale in entrata è quella del ricavato della vendita dei biglietti: per il 2017 140mila euro. Insomma, il bilancio va in pareggio alla cifra di 504mila euro. Perpetuare la tradizione oggi ha questo costo.

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