La Nuova Sardegna

Oristano

«Un sogno che durerà per tutta la vita»

di Michela Cuccu
«Un sogno che durerà per tutta la vita»

I due Componidori ripercorrono la loro giostra. I momenti più belli di Antonio Giandolfi e Andrea Solinas

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ORISTANO. due voci, una sola risposta. «Il momento è stato unico, credo che basterà per tutta la vita». A parlare in stereofonia sono i due componidoris Antonio Giandolfi e Andrea Solinas all’indomani della giostra che , tra mille peripezie, li ha visti straordinari e grintosi protagonisti. «È stata un’esperienza straordinaria, ma se dovessero chiedermelo un’altra volta, non accetterò. Sono quelle cose che, a mio parere, va bene farle una volta sola. Poi si ritorna cavalieri comunque pronti a mettercela tutta perché ogni Sartiglia sia migliore della precedente». È Antonio Giandolfi, capocorsa per il gremio dei Contadini, a dare un giudizio sulla sua Sartiglia con filo di voce. «Dopo giornate intense come queste è normale che sia così», spiegando in modo semplice ed efficace cosa sia la stanchezza per chi sente la responsabilità della festa identitaria della città. La Sartiglia, appunto, che nell’edizione 2018 sarà ricordata per la bravura dei cavalieri, per le tante stelle centrate (sedici domenica, diciotto martedì) ma soprattutto per le tante, troppe polemiche sui test antidoping. Non ha più voglia di ritornare sulla vicenda, sebbene la discussione sulla posizione dura del questore e sulla risposta dei cavalieri, che, sentito tradito un patto che consideravano d’onore, proprio perché assunto pubblicamente e da tutte le parti in causa, domenica si sono rifiutati di eseguire le pariglie acrobatiche. «Dico solo che noi cavalieri svolgiamo correttamente il nostro ruolo e rispettiamo tutti. Sappiamo che galoppare a cavallo fra due ali di folla non sia un gioco e che ci vuole preparazione, attenzione e prudenza», chiude, con pensieri degni di un leader saggio, il capitolo delle polemiche. Poi fa i complimenti all’altro componidori e rimarca la bravura dei cavalieri e la competenza degli organizzatori: «È una macchina perfetta che a mio parere, non ha bisogno di cambiamenti e correzioni. Migliorare, fare di più è il desiderio di ogni protagonista della Sartiglia. Ma io la lascerei così».

Le immagini di quanto vissuto in prima persona si fissano anche nella mente del componidori dei felegnami. «Tutte le cose belle finiscono. Avrei voluto che continuasse per tutta la vita, ma rimane un’esperienza che mi ha regalato una soddisfazione immensa», racconta Andrea Solinas. I momenti e le immagini del suo martedì sono ancora vivi: «La Sartiglia è fatta di spirito di gruppo e la vicinanza dei cavalieri io l’ho avvertita subito. Di mattina ho avuto il problema col mio cavallo e immediatamente i miei compagni si sono fatti in quattro per sistemare tutto prestandomi uno dei loro cavalli. Una volta rotto il ghiaccio ogni dettaglio si è incastrato all’altro in maniera perfetta». I sogni di Sartiglia non svaniscono all’alba. Durano una vita.

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