Rivolta preventiva contro le casette per famiglie povere

Un volantino invita gli abitanti del Sacro Cuore all’incontro No dei residenti prima ancora dell’illustrazione del progetto

ORISTANO. Nella mattinata del 27 febbraio nelle cassette delle lettere della periferia sud-orientale di Oristano sono comparsi dei volantini artigianali che convocano i cittadini del quartiere a un’assemblea che si terrà al numero 50 di via Laconi, domani alle 15. Tema dell'assemblea: la presunta intenzione del Comune di Oristano di installare dei moduli abitativi per «persone disagiate», così si legge nel volantino, proprio nel lotto libero che si trova al civico 50. Dal volantino non si riesce a evincere chi siano gli organizzatori dell'incontro, che si definiscono come «un gruppo di cittadini», venuto a conoscenza della volontà dell’amministrazione di installare i moduli in quello spazio.

Stando a quanto scritto dagli anonimi organizzatori, all’incontro prenderà parte anche il sindaco Andrea Lutzu «per illustrare l’intervento che il Comune intende eseguire. Siccome la situazione che si andrebbe a creare sarebbe simile alla stregua di una baraccopoli, se anche tu la pensi come noi, sei invitato a prendere parte alla riunione». Lo spazio sterrato, utilizzato dai residenti come parcheggio, interrompe la linea delle abitazioni e confina con gli spazi della società Riso della Sardegna il cui ingresso è situato qualche civico più avanti. Andrea Lutzu precisa le intenzioni del Comune: «Non esiste nessun atto e nessuna decisione è stata presa». Il primo cittadino conferma che per domani pomeriggio è previsto l’incontro con i residenti, ma si definisce amareggiato per i rischi di strumentalizzazione che il volantino comporta: «Già a dicembre la questione era stata oggetto di una fake news».

Il sindaco si riferisce a un messagio whatsapp, che ha girato allora sui cellulari di molti oristanesi, che faceva riferimento alla presunta intenzione del Comune di realizzare dodici alloggi per famiglie rom. La notizia era falsa, ma si riferiva, distorcendolo, a un fatto vero: il progetto UNRRA del Ministero dell’Interno, finalizzato alla realizzazione di misure in favore di soggetti in condizione di marginalità sociale. Il progetto era già stato interesse della precedente amministrazione Tendas, che intendeva usufruirne per trasferire le famiglie Rom residenti in viale Rockefeller in via Ghilarza.

Ad agosto il nuovo sindaco aveva detto che il progetto, nei termini in cui lo aveva immaginato la precedente giunta, non si sarebbe realizzato. A dicembre, a seguito del clamore suscitato dalla notizia circolata sui telefonini di mezza città, aveva specificato ancora meglio le sue intenzioni: «Il Comune, grazie a un finanziamento di 80mila euro del ministero dell’Interno e a una partecipazione di 20mila euro del bilancio dell’ente, si sta dotando di case prefabbricate da destinare temporaneamente a famiglie che versano in gravi difficoltà economiche e hanno perso la casa. Si tratta di un progetto che prevede la realizzazione di quattro piccole abitazioni sufficienti solo ad alleviare il disagio di chi ha perso l’alloggio e non certo sistemazioni di lusso come vuole far credere l’autore del messaggio. Inoltre, il progetto originario approvato dalla precedente amministrazione individuava l’area di realizzazione nella zona di via Ghilarza, mentre noi stiamo studiando una diversa e più favorevole collocazione».

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