La Nuova Sardegna

Oristano

I volontari: «Troppi egoismi, sì alle case»

di Michela Cuccu

Caritas e Casa del Sole intervengono sul no dei residenti in via Laconi alla realizzazione di abitazioni per i poveri nell’area

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ORISTANO. «È sempre la solita storia: nessuno vuole vicini “scomodi” così c’è chi vorrebbe addirittura esaminare la denuncia dei redditi di chi viene ad abitare nel “proprio” quartiere, ma questo modo di pensare va contrastato. Anche perché non rappresenta affatto la realtà oristanese, fatta fortunatamente in maggioranza di persone tolleranti». Antonio Locci, fondatore di Casa del Sole, una delle onlus storiche che nel capoluogo si occupano di aiutare i bisognosi, non usa mezze misure per commentare la vicenda del volantino anonimo che per oggi chiama a raccolta gli abitanti del quartiere Sacro Cuore per un’assemblea contro l’ipotesi, smentita dal sindaco, di collocare alcune case per i senzatetto in via Laconi. Un volantino infilato nelle buche delle lettere dei residenti, due giorni fa. Tra le righe si legge: «Siccome la situazione che si andrebbe a creare sarebbe alla stregua di una baraccopoli, se anche tu la pensi come noi, sei invitato a prendere parte alla riunione».

Dice Locci: «Quello della casa è un diritto inalienabile. Chi scrive queste cose si metta l’anima in pace: un tetto va garantito a tutti. In questa città c’è una forte esigenza di case popolari. Ma nessuno si illuda di poter realizzare ghetti». Ed aggiunge «Questa storia del volantino fa ancora più male se si pensa che è caduta nel periodo dell’emergenza gelo: si tratta di un segnale che non va trascurato. Dimostra che l’umanità e la solidarietà sono valori che stanno sgretolandosi pian piano sotto la pressione di un egoismo crescente».

Anche Giovanni Lai, direttrice della Caritas diocesana critica duramente la vicenda. «Questa storia – dice – non mi piace, ancor meno per la modalità di chi l’ha organizzata, che non ha avuto nemmeno il coraggio di firmare un volantino che, come era già accaduto qualche mese fa per i rom, ha solo l’obbiettivo di provocare sentimenti d’odio verso persone che hanno l’unico torto di non avere una casa. La povertà non può essere un elemento discriminatorio: ci sono indigenti che vivono dignitosamente, spesso sono più rispettabili di chi pensa di essere benestante».

La direttrice della Caritas, come il responsabile di Casa del Sole, riferisce di «un’emergenza abitativa in continua crescita. Non manca giorno – racconta – senza che arrivino richieste di aiuto da parte di famiglie e singoli che non hanno più un posto dove abitare. C’è chi dorme in auto, chi in edifici diroccati. Noi volontari facciamo quel che possiamo, aiutiamo anche con contributi in denaro chi non ha la possibilità di pagare l’affitto o, nel caso abbia trovato un alloggio, non può permettersi di anticipare la caparra che viene richiesta».

I volontari conoscono bene le situazioni di grave difficoltà in cui si trovano tante persone. E la preoccupazione di chi cerca di aiutarle riguarda anche altre considerazioni: «C’è solo da sperare – dicono Giovanna Lai e Antonio Locci – che questa storia stimoli l’Amministrazione a intervenire in maniera concreta e non diventi, ancora una volta, l’occasione per temporeggiare su una questione, l’edilizia popolare, che a non ammette ulteriori rinvii».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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