Case per i poveri, ancora un no a Lutzu
di Michela Cuccu
Muro contro muro nell’incontro tra gli abitanti di via Laconi e il sindaco sulla costruzione di abitazioni per disagiati
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ORISTANO. Alla fine, ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. Da una parte, gli abitanti di via Laconi che con un chiaro «Le casette per poveri fatele altrove», ieri, in sala Giunta hanno confermato la contrarietà ad ospitare nel “loro” quartiere i moduli prefabbricati destinati alle emergenze abitative. Anche l’amministrazione comunale però è parsa determinata a portare a compimento un progetto nato con la precedente Giunta, che attraverso un finanziamento europeo di 80mila euro andrà in soccorso di quelle persone, singoli o famiglie, che per un qualsiasi motivo dall’oggi al domani si trovino a non aver più un tetto. Il sindaco, Andrea Lutzu (che l’incontro ha fatto in modo lo si tenesse in un luogo istituzionale, a palazzo Campus Colonna), la vicesindaca, Federica Pinna e l’assessora ai Servizi sociali, Gianna De Lorenzo, hanno risposto punto per punto ai residenti, letteralmente demolendo le motivazioni della protesta. «Non c’è ancora un progetto definitivo, via Laconi è soltanto una delle ipotesi al vaglio dell’Amministrazione, ma in ogni caso dobbiamo fare una scelta. Ci sono centinaia di persone in attesa di una casa. Essere più sfortunati non significa avere meno dignità degli altri», ha detto Lutzu, rinviando ad un prossimo confronto da tenersi fra circa una settimana. L’oggetto del contendere è infatti l’ipotesi di vedere sorgere i tre prefabbricati in un’area di 400 metri quadrati, di proprietà comunale, classificata “Zona B”. «Ci sono altre aree da poter utilizzare», ha ribattuto l’ex consigliere comunale Alberto Putzu, mentre Franco Ledda ha aggiunto «Avete fatto la scelta peggiore: quello è un buco dove non ci batte mai il sole». Loro, i residenti, non avrebbero nemmeno voluto che quel volantino diffuso due giorni fa che “convocava” il sindaco ad un confronto o nel lotto oggetto del contendere, diventasse pubblico. «Doveva restare una questione fra di noi, invece è finita sui social e sui giornali che ci hanno trattati alla stregua di razzisti quando invece non lo siamo», hanno detto durante un’assemblea dal clima non proprio disteso e che ha trovato il suo momento peggiore a confronto quasi concluso. Non si spiega altrimenti il siparietto fra Sandro Azzena (apprezzato dj e residente in via Laconi) e la consigliera di opposizione Patrizia Cadau. Azzena si è rivolto all’esponente Cinque stelle: «Ah, lei è la grillina, vada a c....e», ripetendo l’epiteto per tre volte, fra gli sguardi sbigottiti dei presenti. Cadau, ha mantenuto la calma e non ha replicato all’insulto «Non accetto aggressioni di questo tipo: è un fatto gravissimo», è stata la sua risposta.
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