La Nuova Sardegna

Oristano

Maxi evasione fiscale denunciato il notaio Ianni

di Simonetta Selloni
Maxi evasione fiscale denunciato il notaio Ianni

La Guardia di finanza di Oristano ha fatto emergere una frode per 1,2 milioni Sotto sequestro per equivalente lo studio in via Duomo dal valore di 557mila euro

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ORISTANO. Nello scorso mese di luglio le prime attività di indagine, con l’acquisizione da parte della Guardia di finanza di un corposo dossier di documenti. Ieri, al notaio Luigi Ianni, al centro di un’inchiesta per evasione fiscale da un milione e 200mila euro, è stato notificato il provvedimento di sequestro preventivo per equivalente di 577mila euro, pari all’importo corrispondente alle imposte evase. Sotto chiave è finito proprio l’immobile in via Duomo dove ha sede lo studio, ma anche sede la società Uraki srl, il cui nome compare nella targa sotto quello del notaio. Questa società è importante nell’economia dell’indagine: i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria di Oristano, hanno verificato l’uso di fatture false emesse dalla Uraki, che stando agli accertamenti viene amministrata ma in modo fittizio dalla moglie. La moglie sarebbe un semplice prestanome, la società creata per scaricare costi fasulli traendo vantaggio dal fatto che fosse in perenne perdita proprio per le spese portate in contabilità. Ma alcuni di questi costi – ne sono convinti la Guardia di finanza, la Procura della Repubblica e anche il Gip che ha emesso il provvedimento di sequestro – erano riconducibili al notaio, che però non avrebbe potuto scaricarli perché non compresi nell’elenco di quelli ammessi dalla normativa. Il meccanismo messo in luce dall’indagine sarebbe questo: il notaio emetteva le fatture (a nome della società) che servivano a sé stesso (come notaio) per diminuire drasticamente l’imponibile da assoggettare a tassazione; per essere credibili, le fatture erano riferite a servizi come ad esempio la tenuta della contabilità, che però era già affidata a consulenti esterni. Altre fatture false riguardavano visure a banche dati e archivi pubblici svolte effettivamente dagli stessi dipendenti del notaio, ma fatte risultare come fatte dalla società. A evidenziare queste incongruenze, è stato un metodo investigativo che si fonda sulla consultazione delle banche dati e sull’incrocio degli elementi che ne derivano, seguito dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria del Comando provinciale di Oristano coordinati dal comandante, colonnello Andrea Taurasi.

Lo studio è rimasto nella disponibilità del notaio Ianni, che ieri al telefono non ha voluto commentare la vicenda. La posizione della moglie è attualmente al vaglio degli investigatori. Lo strumento del sequestro preventivo per equivalente è finalizzato alla successiva confisca e serve a impedire al titolare del bene di garantirsi i vantaggi economici derivanti dall’evasione fiscale.

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