«Sterile applicazione della norma»
di Michela Cuccu
Secondo Andrea Riccio, consigliere comunale, le istituzioni non hanno dialogato
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ORISTANO. «Questo è il risultato dell'applicazione sterile di una normativa. Certo le leggi vanno rispettate, ma anche interpretate. Altrimenti è il caos, come è accaduto a Oristano». Andrea Riccio, consigliere comunale eletto nella lista “Oristano Capitale” non ha mai fatto mistero della sua posizione piuttosto critica sulle scelte adottate dalla questura durante la Sartiglia. Lo ha fatto durante il dibattito in Consiglio comunale ed ora che i capicorsa hanno ricevuto gli avvisi di garanzia, le considerazioni di Riccio sono nette. «L'incapacità di dialogo e confronto ha creato una situazione che a Oristano non si era mai vissuta in cinquecento anni di Sartiglia. Probabilmente non si è compreso bene il ruolo, delicatissimo, del Componidori, che quando è in pista non deve trattare con funzionari di polizia ma ha il compito di far si che la manifestazione si svolga nel migliore dei modi – dice –. Deve scegliere i cavalieri, consegnare le spade, far sì che la discesa sia il più fluida possibile. Sia chiaro – aggiunge – nessun cavaliere ha interesse che le cose non procedano in maniera corretta». Sulle analisi antidoping Riccio pone una serie di interrogativi. «Hanno un senso per la Sartiglia che non è una gara, dunque, non prevede affatto che vi siano scorrettezze di sorta per conquistare un traguardo? La Sartiglia è un rito, una cerimonia. Sono d'accordo che stare in sella al cavallo fra migliaia di persone comporti molte responsabilità, cosa che ogni sartigliante sa benissimo. Forse, sarebbe il caso di rivedere l'iscrizione al Coni».
Andrea Riccio non è certo entusiasta di quanto è accaduto. «Per una città che ripone tantissime aspettative sulla Sartiglia soprattutto come richiamo turistico questa è stata una catastrofe. Vanno bene le misure di sicurezza ma il risultato è stato di trovarci con una città militarizzata nel giorno della sua festa più importante. Sono stati fatti degli errori clamorosi, come quello di isolare i giovani in un unico posto, quasi che i giovani non avessero il diritto di festeggiare per la città come tutti gli altri. Adesso non rimane che rimboccarsi le maniche e iniziare il confronto fra autorità di sicurezza e organizzatori per restituire alla Sartiglia la sua identità».
Andrea Riccio non è certo entusiasta di quanto è accaduto. «Per una città che ripone tantissime aspettative sulla Sartiglia soprattutto come richiamo turistico questa è stata una catastrofe. Vanno bene le misure di sicurezza ma il risultato è stato di trovarci con una città militarizzata nel giorno della sua festa più importante. Sono stati fatti degli errori clamorosi, come quello di isolare i giovani in un unico posto, quasi che i giovani non avessero il diritto di festeggiare per la città come tutti gli altri. Adesso non rimane che rimboccarsi le maniche e iniziare il confronto fra autorità di sicurezza e organizzatori per restituire alla Sartiglia la sua identità».
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