Termodinamico, blitz della Procura
di Mauro Lissia
Inchiesta della magistratura di Cagliari sul progetto. I reati ipotizzati contro ignoti: abuso d’ufficio e falso in atto pubblico
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CAGLIARI. Per l’impianto solare termodinamico e la centrale a biomasse di San Quirico è arrivato uno stop improvviso e imprevedibile, che potrebbe mettere in forse la realizzazione del progetto: è stata la Procura di Cagliari a imporlo con l’apertura di un’inchiesta giudiziaria contro ignoti che al momento riguarda la procedura di valutazione d’impatto ambientale, ma che potrebbe allargarsi rapidamente fino a coinvolgere la passata amministrazione comunale di Oristano. Gli uomini del Nucleo investigativo del Corpo Forestale si sono presentati ieri mattina agli uffici degli assessorati regionali all’ambiente e all’industria proprio mentre cominciava la conferenza di servizi che avrebbe dovuto dare il via libera definitivo al progetto della San Quirico Solar Power di Bolzano. Non è stata una coincidenza, ma con ogni probabilità un’iniziativa mirata decisa dal sostituto procuratore Marco Cocco sulla base degli esposti piovuti negli ultimi mesi al terzo piano del palazzo di giustizia cagliaritano e di una protesta che pian piano ha coinvolto associazioni ecologiste e organizzazioni di agricoltori, contrari come il sindaco Andrea Lutzu alla convivenza con una centrale destinata a occupare un’area coltivabile e in gran parte coltivata di 55 ettari, con il conseguente stravolgimento del paesaggio alle pendici del monte Arci. Finora non risultano indagati: il fascicolo è stato iscritto al modello 44 su ipotesi di abuso d’ufficio e falso in atti pubblici, reati che sarebbero legati alla procedura di Via e alla filiera di autorizzazioni che ha spianato la strada al progetto elaborato e proposto dall’azienda di Bolzano. Si tratta in questa fase di ipotesi investigative, il magistrato avrà in mano soltanto nei prossimi giorni il materiale utile a stabilire se l’operazione San Quirico nasconda affari illegali oppure no. Il commissario Ugo Calledda e i suoi collaboratori hanno acquisito nell’arco della mattinata una quantità colossale di documenti e atti, a partire dalla delibera del 22 novembre 2017 con la quale la giunta regionale capeggiata da Francesco Pigliaru, a conclusione della procedura di legge, ha giudicato l’impatto dell’impianto compatibile con l’ambiente naturale. Una decisione contestatissima, sulla quale la Procura intende fare ogni approfondimento possibile. L’esame del materiale acquisito è già cominciato e non sarà portato a termine in tempi brevissimi. I forestali dovranno spulciare un carteggio molto ampio per capire se i sospetti avanzati negli esposti firmati dalle associazioni contrarie al progetto, fra cui il Gruppo di Intervento giuridico, hanno un qualche fondamento. Al di là degli aspetti tecnici e dell’utilità dell’impianto, sulla quale i dubbi sono fortissimi, la Procura intende approfondire gli aspetti legati agli interessi economici in gioco: il precedente sindaco Guido Tendas (Pd) si era espresso a favore del progetto Solar Power in aperto contrasto con il consiglio comunale, l’attuale capo dell’esecutivo ha assunto una posizione opposta e proprio in queste ore l’assemblea comunale ha votato un nuovo “no” all’iniziativa proponendo di aprire la procedura di revoca della convenzione. La Regione ha invece appoggiato l’operazione San Quirico, cui ieri mattina la conferenza di servizi avrebbe dovuto dare l’assenso. L’intervento della Procura sembra rimettere tutto in discussione.
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