salute
Il lavoro in agricoltura per superare il disagio
ORISTANO. La terra come strumento per superare il disagio, lo stigma sociale e per generare posti di lavoro, superando il concetto di assistenzialismo. È questo il tema del convegno-dibattito “L’agri...
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ORISTANO. La terra come strumento per superare il disagio, lo stigma sociale e per generare posti di lavoro, superando il concetto di assistenzialismo. È questo il tema del convegno-dibattito “L’agricoltura sociale per un welfare generativo”, in programma nella sala consiliare della Provincia di Oristano oggi alle 15.30.
L’iniziativa è organizzata dal Dipartimento di Salute mentale e dipendenze della Assl Oristano, e punta a presentare le nuove prospettive dell’agricoltura sociale. Si tratta di una pratica che, attraverso il lavoro nei campi, favorisce il reinserimento sociale di soggetti svantaggiati, come persone diversamente abili, con disagio mentale, ex tossicodipendenti o detenuti. Una pratica di successo che oggi, grazie al valore aggiunto del prodotto etico, riesce a conquistare fette di mercato sempre più significative, riuscendo ad uscire dall’orbita del sostegno pubblico per diventare economicamente sostenibile a tutti gli effetti, grazie a una rete fra istituzioni pubbliche, servizi sociali e sanitari, aziende agricole. All’evento saranno presenti Nicola Sassu, funzionario dell’assessorato regionale dell’agricoltura, che presenterà il bando della Misura 16.9.1 del Piano di Sviluppo Rurale Sardegna; Michele Ruiu, presidente della Rete Fa.In.A.S. (Fare Insieme Agricoltura Sociale) che parlerà delle reti d’imprese; Francesco Severino Sanna, di Laore, che illustrerà la multifunzionalità delle imprese agricole. Filippo Bartolomeo, operatore del Dipartimento di Salute mentale della Assl Oristano, che parlerà del progetto “Alta Marmilla: ritorno alla terra”.
L’iniziativa è organizzata dal Dipartimento di Salute mentale e dipendenze della Assl Oristano, e punta a presentare le nuove prospettive dell’agricoltura sociale. Si tratta di una pratica che, attraverso il lavoro nei campi, favorisce il reinserimento sociale di soggetti svantaggiati, come persone diversamente abili, con disagio mentale, ex tossicodipendenti o detenuti. Una pratica di successo che oggi, grazie al valore aggiunto del prodotto etico, riesce a conquistare fette di mercato sempre più significative, riuscendo ad uscire dall’orbita del sostegno pubblico per diventare economicamente sostenibile a tutti gli effetti, grazie a una rete fra istituzioni pubbliche, servizi sociali e sanitari, aziende agricole. All’evento saranno presenti Nicola Sassu, funzionario dell’assessorato regionale dell’agricoltura, che presenterà il bando della Misura 16.9.1 del Piano di Sviluppo Rurale Sardegna; Michele Ruiu, presidente della Rete Fa.In.A.S. (Fare Insieme Agricoltura Sociale) che parlerà delle reti d’imprese; Francesco Severino Sanna, di Laore, che illustrerà la multifunzionalità delle imprese agricole. Filippo Bartolomeo, operatore del Dipartimento di Salute mentale della Assl Oristano, che parlerà del progetto “Alta Marmilla: ritorno alla terra”.
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