La Nuova Sardegna

Oristano

Corsa alla stella, sindaco contro questore

di Simonetta Selloni
Corsa alla stella, sindaco contro questore

Lutzu ribadisce solidarietà ai cavalieri per l’antidoping, attacca Aliquò e chiede chiarimenti a Viminale, Coni e Fise

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ORISTANO. Sartiglia, altro che procedure di raffreddamento. Tra amministrazione comunale e il questore Giovanni Aliquò il solco tracciato dagli zoccoli dei cavalli in via Duomo, domenica 11 febbraio, e via Mazzini al termine delle pariglie due gironi dopo, sembra sempre più profondo. Ieri il sindaco Andrea Lutzu ha ricevuto il Gremio dei contadini e dall’incontro è scaturito un comunicato al vetriolo. «Il Comune di Oristano, sulla base di quanto deliberato all’unanimità dal Consiglio comunale, ha già inviato al ministero dell’Interno, al Coni e alla Fise una richiesta formale di chiarimenti su quanto avvenuto in occasione dell’ultima Sartiglia». Ricapitolando per i pochissimi che non sapessero: al centro delle contestazioni ci sono i controlli antidoping estesi ai cavalieri anche in costanza di manifestazione. Un intralcio alla corsa, un affronto a quella che senza molti preamboli è definita una liturgia. Ne erano seguite proteste, sciopero delle pariglie, momentanea riappacificazione, e tensioni alla Sartiglia del Gremio dei falegnami. Ancora, le due pariglie dei Componidori denunciate, e, infine, la positività alla cocaina di un cavaliere, Alessandro Cester.

Su tutto questo, Lutzu è tornato con decisione. Ricostituendo il fronte Comune-Gremi-Fondazione-Associazione cavalieri. «Durante l’incontro il Gremio ha manifestato ancora una volta le critiche sui controlli voluti dal questore esercitati nel corso dell’ultima edizione della giostra». Controlli definiti «inopportuni e intempestivi, come abbiamo fatto rilevare immediatamente, ma purtroppo inutilmente, visto che due giorni dopo, per la Sartiglia di San Giuseppe, il problema si è ripetuto».

Il Gremio di San Giovanni ha ribadito le sue critiche sulla gestione dei controlli «che ha esasperato gli animi dei cavalieri, ma soprattutto dei capi corsa che hanno percepito i controlli, nelle fasi salienti della manifestazione, come incomprensibili intromissioni capaci di snaturare lo storico cerimoniale della liturgia della Sartiglia, come d'altronde tutti gli oristanesi devoti alle loro tradizioni». Da questo sarebbero scaturite le «reazioni forse eccessive, ma comprensibilissime, dettate dalla rabbia, quali quelle di sospendere le pariglie e l'agitarsi contro tutto e contro tutti, che sicuramente qualsiasi protagonista o appassionato avrebbe avuto sentendo il peso della responsabilità del successo della festa più importante della città».

Gremio e sindaco d’accordo sul rispetto delle norme «ma c’è il modo di farle osservare senza nuocere all’immagine della Sartiglia e di Oristano. Nessuno – hanno aggiunto i componenti del Gremio – può permettersi il lusso che i gravi fatti accaduti quest’anno si ripetano nel 2019. Per questo motivo chiediamo che le istituzioni assumano le iniziative più opportune affinchè la tradizione più nobile di questa città venga rispettata». E se al Gremio è andata la rinnovata solidarietà di Lutzu, il questore Giovanni Aliquò ha rilasciato una sola dichiarazione: «Penso che virtù dell’uomo che ha pubbliche responsabilità sia la prudenza». Intanto, si attendono le decisioni della Fondazione Sartiglia e dell’Associazione cavalieri sulla posizione di Alessandro Cester.

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