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L’addio dell’assessore e i veleni in maggioranza

L’addio dell’assessore e i veleni in maggioranza

BOSA. Per la giunta municipale l’uscita di Silvia Tanda da esecutivo e carica di consigliere comunale è stata un fulmine a ciel sereno ed un atto non dettato da questioni politiche. Per il suo...

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BOSA. Per la giunta municipale l’uscita di Silvia Tanda da esecutivo e carica di consigliere comunale è stata un fulmine a ciel sereno ed un atto non dettato da questioni politiche. Per il suo partito, i RossoMori, si tratta di una obbligata dopo un malessere che evidentemente covava da tempo.

«Non volevamo uscire dall’esecutivo e dal Consiglio: purtroppo siamo stati costretti per gli atteggiamenti a noi riservati», ammette Mario Fiumene, referente zonale dei RossoMori.

«Nel parlamentino comunale ci siamo spesi e insieme agli altri abbiamo cercato di dare un contributo per la città. Non disconosciamo quindi che tante cose sono state fatte, e molte sono state le difficoltà incontrate (sia per motivi di bilancio economico che per difficoltà burocratiche ereditate), ma se non si può dialogare, perché ritenuti ingombranti, allora è preferibile svolgere l’impegno politico al di fuori del consiglio, tra la gente».

Il punto chiave per l’esponente dei RossoMori riguarda vari documenti indirizzati dal partito al sindaco e alla maggioranza su temi come il Pul o la sanità nel territorio.

Nella tarda primavera 2017 poi «Silvia Tanda chiede al primo cittadino, dopo gli incontri con i pescatori, di affrontare con la Regione il tema del mercato ittico. Per valutare se sia possibile ottenere una deroga alla destinazione d’uso della struttura». I RossoMori non si accontentano delle risposte in loco, e avviano il tentativo di interloquire direttamente con gli uffici regionali.

I pescatori confermano che «dagli uffici arriva la conferma che la deroga, che giunge in un mese, è possibile e quindi il nostro ringraziamento è andato ai RossoMori». Forse questo fatto non è piaciuto a sindaco ed esecutivo – dice Fiumene – anche se nulla è emerso formalmente». Altro punto caldo quello di inserire nella bozza del “Contratto di fiume” sul Temo la valorizzazione dell’agricoltura. Che però non compare nel documento che approda in consiglio a fine febbraio 2018. «Anche se avevamo inviato al sindaco una mail elaborata da un tecnico. Tanto che è stata Silvia Tanda a chiedere di aggiungerlo in quella riunione». Ai primi di marzo «veniamo convocati ad un incontro di coalizione, poi rimandato per impegni almeno un’altra volta, fino al 16 marzo. Questa riunione è stata per noi una sorta di processo, per noi del tutto inaccettabile», conclude Fiumene.

Anche lo stesso assessore dimissionario ha ribadito questi punti in una intervista a Radio Planargia. La decisione di abbandonare giunta e consiglio è stata così conseguente. Ma le polemiche e i veleni a seguito dell’addi onno sono certo terminati.(al.fa.)

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