La Nuova Sardegna

Oristano

Pino invadente, causa al Comune

Simonetta Selloni
Pino invadente, causa al Comune

Torregrande, i titolari del Picca Uda Beach chiedono che l’albero sia reso sicuro

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ORISTANO. Quel pino è uno dei pezzi pregiati del patrimonio ambientale di Torregrande. Lì da quaranta anni, ha seguito però il corso dettato dall’età: piegato – pericolosamente – su se stesso, le radici cresciute in maniera abnorme. Al punto da costituire non solo un problema per l’incolumità di chi passeggia sul lungomare vicino alla Torre, visto che il marciapiede è sollevato, ma anche la sicurezza dell’attività del Picca Uda Beach, una delle gelateria più frequentate della borgata. Il pino è ora al centro di una causa civile promossa dai titolari del locale contro il Comune, al quale viene chiesto di adoperarsi per mettere in sicurezza il bar gelateria, minacciato proprio dalle radici che ormai arrivano sotto il pavimento del locale. I titolari hanno affidato all’avvocato Giovanni Cau la tutela dei loro interessi, con una procedura d’urgenza per evitare ulteriori danni. Qualche giorno fa c’è stata la prima udienza della causa civile davanti al giudice Consuelo Mighela che ha però rinviato al 19 aprile per dare tempo alle parti di produrre note e ulteriore documentazione.

Le radici hanno sollevato la cassetta dell’impianto elettrico, lambiscono l’impianto fognario, si fanno strada nella pavimentazione del locale. Ma non c’è solo questo: il marciapiede sollevato fa sì che quando piove, l’acqua si raccolga in una sorta di piccolo stagno, con una pendenza che allaga il bar. Una situazione di difficoltà riconosciuta peraltro dallo stesso perito del Comune. L’amministrazione ha proposto una possibile soluzione: ampliare l’aiuola ormai scavalcata dalle radici e fornire un sostegno all’albero, ritenuta idonea a contenerne lo sviluppo e a limitare il pericolo dovuto dalla pendenza. Ma questa possibilità non viene vista come risolutiva da parte dei titolari del locale, visto che le radici si sono già insinuate sotto il pavimento.

Il giudice dovrà ora decidere il da farsi. Non è escluso che a dirimere la questione sia chiamato un consulente tecnico nominato dal tribunale.


 

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