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Oristano

Un vecchio capanno diventa un centro per il restauro

Un vecchio capanno diventa un centro per il restauro

Santa Giusta, è stato ristrutturato con fondi regionali Servirà per la biodiversità e l’archeologia subacquea

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SANTA GIUSTA. Un vecchio capanno, una volta utilizzato come deposito per la draga, dismesso da diversi anni, grazie a una sapiente opera di recupero, resa possibile da un finanziamento di 410 mila concesso dalla Regione, a breve tornerà a vivere e sarà destinato ad ospitare un centro polifunzionale. Nel centro verranno effettuati i restauri conservativi dei reperti archeologici rinvenuti nello stagno durante l’attività di archeologia subacquea.

La struttura servirà anche per l’osservazione e la tutela della biodiversità e delle risorse ittiche presenti nella laguna. Qualche giorno fa la ditta incaricata dell’esecuzione dei lavori ha proceduto alla consegna delle relative certificazioni al Comune.

Quest’ultimo, a breve, procederà all’effettuazione delle operazioni di collaudo, dopodiché il Centro sarà pienamente operativo e disponibile per le attività previste.

«Quel finanziamento – spiega il sindaco Antonello Figus – ci ha consentito di recuperare il vecchio deposito della draga e di realizzarvi un centro in cui collocare tutte le attività a supporto dello studio e della protezione del patrimonio costituito dalle biodiversità presenti nello stagno e per quello archeologico relativo alle attività che venivano nella laguna in epoca fenicia, nell’antica città di Othoca».

All’interno della struttura, in una sala dedicata, sono state realizzate quattro vasche per il contenimento dell’acqua desalinizzata in cui saranno ripuliti e restaurati i reperti rinvenuti, si spera, nello stagno durante le attività di archeologia subacquea programmate per quest’anno.

Le ricerche saranno seguite dalla Soprintendenza ai beni archeologici per Cagliari e Oristano ed eseguite materialmente dagli studenti dell’Università di Cagliari. Quello santagiustese, una volta operativo, sarà il primo centro della provincia per il recupero e il restauro dei reperti recuperati in ambiente marino.

«Le prime attività in programma – conclude Figus – saranno curate dalla soprintendenza, che avrà la disponibilità della struttura, e dall’ateneo cagliaritano. Successivamente il Centro, che speriamo di inaugurare entro questa primavera, potrà essere utilizzato dalle scuole, che vi potranno svolgere le proprie attività didattiche. Una volta che il centro sarà totalmente operativo l’amministrazione avvierà le procedure per la sua gestione. Per noi si tratta sicuramente di un risultato molto importante, grazie al quale potremmo valorizzare ulteriormente il nostro territorio e le innumerevoli risorse che esso offre».

Piero Marongiu

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