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Oristano

Bosa, i servizi Assl nei locali del Comune

Bosa, i servizi Assl nei locali del Comune

Cessione gratuita con condizione: l’azienda sanitaria pagherà le manutenzioni

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BOSA. Le strutture che ospitano i servizi territoriali possono essere concesse alla Assl di Oristano, a titolo gratuito per vent’anni, con la clausola che l’importo dei lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione del bene siano congrui al canone fino ad ora applicato. Questa la decisione dei consiglio comunale sulla sorte della ex scuola elementare di Santa Caterina. Lo stabile da tempo è punto di riferimento per i servizi territoriali rivolti agli utenti di Bosa e della Planargia, ma non mancano problemi e difficoltà, più volte segnalati dagli utenti. Temperatura inadeguata in estate e inverno, attrezzature della riabilitazione che devono essere collegate all’impianto di alimentazione elettrica, e non possono essere utilizzate, tra i tanti esempi. E così i disagi per l’utenza non mancano.

Nel 1989 la allora Asl lascia i locali dell’ex orfanatrofio di corso Garibaldi per occupare ma solo “temporaneamente” parte dei locali nel rione di Santa Caterina. Dove dal 1992 opera anche la Riabilitazione, sempre previa sottoscrizione di un accordo che prevedeva come onere finanziario il pagamento di un canone al comune.

In più occasioni l’azienda sanitaria aveva evidenziato l'inadeguatezza dei locali in uso allo svolgimento di parte delle attività sanitarie e richiedeva al comune, proprietario dello stabile, un immediato intervento di manutenzione straordinaria, per importanti e costosi lavori di adeguamento.

Un onere però che le casse del comune non possono sopportare. Nel gennaio 2018 era arrivata dalla Assl di Oristano la proposta che i locali venissero concessi in comodato d’uso gratuito, mentre la Assl si impegnava ad eseguire i lavori necessari per rendere finalmente in pieno funzionali i locali.

Di questo aspetto si è occupato anche il consiglio comunale, che ha discusso anche dell’ipotesi di contratto da stipulare, dettando però una serie di paletti, ora all’attenzione dell’Ats.

L’assemblea infatti ha deciso per il si alla proposta di accordo, purchè questo sia di durata ventennale, con spese per utenze e uso immobile interamente a carico della Assl ma da intendersi «seppur non direttamente proporzionali, adeguati e ragionevolmente congrui a quello che era il canone annuo pagato al Comune», ente a cui resta sempre comunque in capo la preventiva autorizzazione per gli interventi di straordinaria manutenzione.

Queste le principali regole dello schema di contratto stabilito dall’ente locale, che se approvato dalla Assl si dovrebbe tradurre, contando il canone ammontava a circa 30mila euro annui, in un investimento nella struttura di circa 600.000 euro nei vent’anni della concessione a titolo gratuito.

Alessandro Farina



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