Ospedale senza personale, interviene la Cisl
La settimana scorsa il blocco delle sale operatorie di Chirurgia, Urologia e Week surgery del S. Martino
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ORISTANO. Una settimana fa la carenza di personale aveva costretto il reparto di Chirurgia e Urologia e la Week Surgery del San Martino a chiudere le sale operatorie, interrompere gli interventi e persino a tenere vuoti dieci posti letto altrimenti occupati quando si è a pieno regime. A far saltare il sistema era stata l’assenza per motivi di salute di quattro infermieri, mentre un quinto manca da tempo ma non è mai stato sostituito. Ora interviene la Cisl, attraverso la Funzione pubblica, e le Rsu jper denunciare una situazione di grave emergenza che il sindacato attribuisce alla «carenza di Infermieri e Oss nel Presidio Ospedaliero di Oristano e servizi sanitari».
«Ormai – scrive Salvatore Seoni, segretario territoriale della Cisl Funzione pubblica –, si sta vivendo una condizione di continua emergenza causata dalla carenza di personale sanitario che purtroppo non rappresenta una situazione temporanea ma costituisce un punto di debolezza strutturale che si trascina da diverso tempo». Sioni fa anche riferimento all’episodio accaduto nel reparto di Pediatria, dove si è registrata una forte tensione tra i genitori di un paziente e il personale infermieristico. «Quei fatti incresciosi sono, tra l’altro, un chiaro sintomo di disagio lavorativo derivante anche da una carenza di personale medico e infermieristico».
La necessità di adeguare il personale resta la priorità. «Per evitare tali situazioni è necessario che il personale sia numericamente adeguato secondo una previsione realistica delle necessità dei reparti e malgrado reiterate richieste e una palese carenza in organico di Infermieri e di Oss. La Assl di Oristano non è stata ancora autorizzata dalla direzione generale della Ats Sardegna ad assumere a tempo indeterminato nuovo personale sanitario. L’assunzione di nuovo personale è necessaria per permettere ai reparti del San Martino e ad altre strutture sanitarie di assicurare sempre meglio l’erogazione delle prestazioni sanitarie e per garantire dignità lavorativa agli stessi operatori sanitari poiché il pesante e insostenibile carico di lavoro che si avverte in alcuni reparti ha raggiunto limiti non più accettabili».
Che il problema sia evidente, sottolinea la Cisl, è facilmente verificabile con dati oggettivi, e se non si trovano rimedi immediati «si rischia di mettere in discussione il diritto costituzionale che garantisce l’universalità ed equità di accesso ai servizi sanitari per tutti i cittadini. Pertanto – conclude la Cisl –, chiediamo ai vertici della Ats Sardegna di valutare attentamente la situazione della Assl di Oristano e di trovare soluzioni immediate che permettano di colmare il vuoto in organico di personale, al fine di consentire alle strutture sanitarie di dare risposte più puntuali alle richieste sanitarie dei cittadini del territorio oristanese».
«Ormai – scrive Salvatore Seoni, segretario territoriale della Cisl Funzione pubblica –, si sta vivendo una condizione di continua emergenza causata dalla carenza di personale sanitario che purtroppo non rappresenta una situazione temporanea ma costituisce un punto di debolezza strutturale che si trascina da diverso tempo». Sioni fa anche riferimento all’episodio accaduto nel reparto di Pediatria, dove si è registrata una forte tensione tra i genitori di un paziente e il personale infermieristico. «Quei fatti incresciosi sono, tra l’altro, un chiaro sintomo di disagio lavorativo derivante anche da una carenza di personale medico e infermieristico».
La necessità di adeguare il personale resta la priorità. «Per evitare tali situazioni è necessario che il personale sia numericamente adeguato secondo una previsione realistica delle necessità dei reparti e malgrado reiterate richieste e una palese carenza in organico di Infermieri e di Oss. La Assl di Oristano non è stata ancora autorizzata dalla direzione generale della Ats Sardegna ad assumere a tempo indeterminato nuovo personale sanitario. L’assunzione di nuovo personale è necessaria per permettere ai reparti del San Martino e ad altre strutture sanitarie di assicurare sempre meglio l’erogazione delle prestazioni sanitarie e per garantire dignità lavorativa agli stessi operatori sanitari poiché il pesante e insostenibile carico di lavoro che si avverte in alcuni reparti ha raggiunto limiti non più accettabili».
Che il problema sia evidente, sottolinea la Cisl, è facilmente verificabile con dati oggettivi, e se non si trovano rimedi immediati «si rischia di mettere in discussione il diritto costituzionale che garantisce l’universalità ed equità di accesso ai servizi sanitari per tutti i cittadini. Pertanto – conclude la Cisl –, chiediamo ai vertici della Ats Sardegna di valutare attentamente la situazione della Assl di Oristano e di trovare soluzioni immediate che permettano di colmare il vuoto in organico di personale, al fine di consentire alle strutture sanitarie di dare risposte più puntuali alle richieste sanitarie dei cittadini del territorio oristanese».
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